Caso George Floyd: Twitter vieta la bufala #DCBlackout

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Twitter ha sospeso centinaia di account per aver diffuso dichiarazioni su un “blackout” di Washington DC che non è mai accaduto.

Miglia di account Twitter bloccati per aver divulgato una bufala legata alle proteste a Washington DC sul caso Floyd

Continuano i disordini e le polemiche per il caso Floyd l’afroamericano morto a Minneapolis dopo aver subito violenze da parte di un’agente di polizia. Dopo le turbolente manifestazioni nelle strade di molte città degli Stati Uniti, le proteste si sono spostate anche sulla rete.

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Twitter ha fatto sapere tramite un suo portavoce di aver sospeso centinaia di account spam che utilizzavano l’hashtag #DCBlackout, citando le politiche di manipolazione della piattaforma e di spamming dell’azienda. 

L’hashtag #DCBlackout ha fatto tendenza sul social lunedì, con centinaia di migliaia di tweet e retweet che affermano che le comunicazioni via Internet e telefoniche sono state interrotte a tarda notte mentre le proteste continuavano.

I giornalisti che si occupano della vicenda hanno di fatto smentito la notizia falsa che circolava sui social. I reporter non hanno avuto problemi di comunicazione. Al contrario Twitter ha raccolto molti dei loro cinguettii in un link importante inserito nella barra laterale del suo sito Web. Un servizio di monitoraggio di Internet ha anche affermato che non vi era alcuna indicazione di interruzioni diffuse.

Twitter:  #DCBlackout un classico esempio di bufala dei social

La bufala del blackout in DC è un classico esempio di una voce su Internet che va fuori controllo.

L’hashtag incriminato è diventato virale su Twitter nelle prime ore di lunedì. Messaggi di panico su un blackout si sono diffusi anche su tutte le altre piattaforme, Facebook, Instagram e Reddit. Nonostante la mancanza di prove rispetto al contenuto del post, #DCBlackout ha raccolto più di 500.000 tweet da oltre 35.00 account nel giro di poche ore diventando una tendenza globale.

Tra gli account segnalati e bloccati dal social dell’uccellino anche un profilo spam che sosteneva di rappresentare l’Antifa group, un movimento estremista USA che incitava a violenze.

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