Sui 52417 votanti il 59,05% ha votato sì (e quindi viene negata l’autorizzazione a procedere). Ora si aspetta il voto della Giunta per le immunità del Senato e successivamente quello dell’Aula stessa.

Dopo una lunga giornata di polemiche e malfunzionamenti, si è conclusa la votazione degli iscritti alla Piattaforma Rousseau sul caso Diciotti.

Il 59,05% dei votanti si è espresso contro l’autorizzazione a procedere nei confronti del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, indagato per sequestro di persona aggravato, ed ha quindi votato Sì.

Il quesito, infatti, aveva fin da subito scatenato numerose polemiche già nella giornata di domenica, proprio per la sua contorta formulazione, per i più maliziosi un modo di confondere l’elettorato.

Ecco il testo del quesito:

Il ritardo dello sbarco della nave Diciotti, per redistribuire i migranti nei vari paesi europei, è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato?

Sì, quindi si nega l’autorizzazione a procedere.

No, quindi si concede l’autorizzazione a procedere.

Le lamentele e i malcontenti sono andati poi aumentando nel corso della mattinata di ieri, quando il sito ha cominciato ad andare in tilt, probabilmente perché la piattaforma non era ancora in grado di gestire un così gran numero di accessi nello stesso momento.

A causa di questi problemi tecnici, che si sono prolungati nel corso della giornata, si è deciso di ritardare la chiusura delle votazioni, inizialmente prevista per le 19, alle ore 21.30.

I ritardi e i malfunzionamenti hanno però scatenato non poche polemiche da parte degli iscritti, alcuni dei quali fermi da ore davanti al computer senza ancora aver avuto la possibilità di votare.

Tra i commenti, infatti, si legge:

“Non si riesce a votare, tanti ormai scrivono la stessa cosa. Il voto deve essere esteso altre 24 ore. E’ grandemente ingiusto non riconoscere che la piattaforma di nuovo non regge al voto (…) Ve lo immaginate se alle sedi elettorali non dessero le penne?”.

“Io ci sono riuscito dopo parecchie ore di tentativi. Se tutto questo accade con 100mila iscritti, come si pensa di poterne gestire un milione o due?”.

Nonostante il tweet pubblicato durante la notte da Rogue_0, l’hacker che è riuscito ad entrare più volte nel sistema e pubblicare database, dati degli iscritti e donazioni, i problemi tecnici non sarebbero dovuti ad un attacco informatico, ma solamente al fatto che il sistema non fosse idoneo per reggere un così elevato numero di accessi contemporaneamente (del resto non sarebbe certo la prima volta che accade).

Il tweet dell’hacker Rogue_0, che aveva inizialmente destato sospetti.

Alle 22.00 viene pubblicato sul Blog delle stelle il risultato della votazione, che certifica la vittoria del Sì.

“La maggioranza- si legge nel post- ha pertanto deciso che il fatto è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato, quindi deve essere negata l’autorizzazione a procedere”.

Il Vicepremier Luigi Di Maio commenta così su Facebook al termine della votazione online:

Il Ministro dell’Interno invece, riferendosi a coloro che hanno votato, dichiara: “Li ringrazio per la fiducia, ma non è che sono qui a stappare lo spumante, né sarei depresso se avessero votato al contrario. Sarei stato disponibile ad affrontare anche qualsiasi altro voto, non ho problemi. Se uno ha la coscienza a posto come ce l’ho io, non vive con l’ansia”.

Tra le opposizioni c’è chi contesta il metodo utilizzato dai 5Stelle per decidere il da farsi, ritenendolo incostituzionale. L’ex Ministro Valeria Fedeli scrive, infatti, su Twitter:

Il voto sul caso Diciotti ha però confermato e probabilmente acuito una profonda spaccatura interna alla base del M5S, tra chi rimane ancorato ai valori fondanti del Movimento e non vede di buon occhio l’alleanza con la Lega, e chi invece approva in tutto e per tutto l’operato di questo governo nella sua interezza.

Quello che è certo è che il Movimento 5 Stelle stia ancora colando a picco nei sondaggi. Secondo gli ultimi effettuati da SWG per La7, il Movimento sarebbe intorno al 22,1% dei consensi, non lontano dalla “soglia psicologica” del 20%, ma nemmeno lontanto dal PD, che durante l’ultima settimana ha registrato un trend positivo, arrestandosi intorno al 18,6%, mentre la Lega, seppur in leggera flessione, viaggia intorno al 33,5% dei consensi.

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