Salvini: “I capi d’imputazione? Sono medaglie”

Un voluminoso fascicolo è stato consegnato al Palazzo di Giustizia di Palermo contenente gli atti dell’inchiesta sul Ministro dell’Interno Matteo Salvini e sul capo Gabinetto del Viminale Matteo Piantedosi, indagati per l’illecito trattenimento dei profughi arrivati a bordo della nave Diciotti il 16 Agosto e attraccati nel canale di Sicilia.

L’azione è partita dai pm di Agrigento che contestano al ministro Salvini i seguenti reati:  sequestro di persona (art. 605 del codice penale ), sequestro di persona a scopo di coazione (art. 289 ter del codice penale), arresto illegale (art. 606 del codice penale), abuso d’ufficio (art. 323 del codice penale), omissione atti d’ufficio (art. 328 del codice penale).

Il Procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio ipotizza pure la violazione dell’articolo 47 della Legge 7 Aprile 2017 ( Legge Zampa), che prevede il rilascio del permesso di soggiorno ai minori non accompagnati: i 29 minori a bordo della Diciotti hanno potuto lasciare la nave solo dopo l’ispezione del Procuratore. Tutti i migranti potrebbero inoltre costituirsi parte offesa.

Francesco Lo Voi, Procuratore della Repubblica di Palermo potrà confermare o ridimensionare l’impianto accusatorio. Come sancito dall’articolo 1 della legge costituzionale del 1989, ha 15 giorni di tempo per comunicare il fascicolo alla sezione del tribunale dei Ministri di Palermo e chiedere al Senato il via libera per procedere nei confronti del Vice Premier.

Salvini, in un post su facebook ha dichiarato: “Cinquanta pagine di accuse nei miei confronti, 5 reati contestati, 30 anni di carcere come pena massima. Di politici ladri, incapaci e codardi l’Italia ne ha avuti abbastanza. Contate su di me, io conto su di voi”.

 

 

 

 

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