lunedì, Marzo 9, 2026

Cascate del Demonio, trekking al Sentiero Fosso Paraturo con Carlo Marsico: l’esperienza di “Lucania da Vivere”

La Basilicata sa sorprenderti quando smetti di cercare “il posto instagrammabile” e inizi a camminare davvero. La discesa alle Cascate del Demonio, lungo il Sentiero Fosso Paraturo, è stata una di quelle esperienze che ti restano addosso: acqua, verde incontaminato, silenzio buono e la sensazione netta di essere dentro un angolo di territorio che merita rispetto.

L’uscita è stata vissuta nell’ambito dell’educational “Lucania da Vivere”, iniziativa che ha avuto come organizzatore principale Carmelina Lettieri di Marmo Melandro Viaggi, aderendo al Bando P.A.R.T.I. BASILICATA. Un progetto che, oltre a raccontare la regione, la fa vivere sul serio: con attività sul campo, incontri, percorsi e soprattutto con l’idea che la promozione turistica passi anche dalla tutela e dalla cura dei luoghi.

Dalla mulattiera al sentiero: un accesso che valorizza il territorio

Dal centro del borgo si raggiunge il percorso grazie a una vecchia mulattiera, oggi ripresa e riqualificata. È un dettaglio importante: non è solo “un modo per arrivare alla cascata”, ma un segnale concreto di attenzione al paesaggio e alla fruibilità lenta. Camminare qui significa attraversare una Basilicata autentica, fatta di tracce antiche e di interventi recenti che non snaturano, ma accompagnano.

La mulattiera conduce al Sentiero Fosso Paraturo, un ambiente che cambia passo dopo passo: umidità nell’aria, rumore dell’acqua che aumenta, vegetazione che si infittisce e quell’atmosfera quasi fiabesca che ti fa abbassare naturalmente la voce.

La Cascata Paraturo (Cascate del Demonio): uno spettacolo che non si dimentica

Arrivati in prossimità della Cascata Paraturo, capisci subito perché venga chiamata anche Cascate del Demonio: il nome suona “forte”, quasi misterioso, e si sposa con il carattere del luogo. Il contesto è ricchissimo: percorsi d’acqua, piccole anse, rocce, muschio, verde vivo. Un paesaggio che non ha bisogno di filtri.

La cascata e il suo scenario attorno sono a dir poco meravigliosi. Nel nostro gruppo la reazione è stata unanime: stupore vero, quello che ti fa restare fermo qualche minuto a guardare e respirare, perché hai la sensazione di essere finito in un posto raro.

Ed è proprio questa rarità a rendere il luogo prezioso: si conserva e si preserva anche perché è una attrazione importante del territorio, e visitarlo con il giusto approccio diventa parte della sua protezione.

Con la guida Carlo Marsico: quando l’esperienza cambia livello

In questa esperienza di trekking siamo stati accompagnati dalla guida Carlo Marsico. La differenza si sente: non è solo “camminare con qualcuno che conosce la strada”, ma vivere il percorso con più consapevolezza, con un ritmo giusto e con quell’attenzione che serve in ambienti naturali dove l’acqua e il terreno possono cambiare in base alla stagione.

A rendere l’esperienza davvero completa è stata però soprattutto la capacità di Carlo Marsico di adattarsi alle esigenze del gruppo, dimostrando una sensibilità che va ben oltre il ruolo formale di guida ambientale. Lungo il percorso, Carlo ha modulato ritmo, soste e difficoltà con grande attenzione, osservando il gruppo e intervenendo sempre nel modo giusto, senza forzature né eccessi.

Nel mio caso personale, convivendo con la sclerosi multipla, alcuni tratti del sentiero – in particolare i gradini in risalita – hanno richiesto un supporto concreto. Carlo è stato presente in modo reale e diretto, offrendo aiuto quando serviva, una mano tesa non solo in senso figurato, ma letterale, permettendomi di superare i passaggi più impegnativi in sicurezza e serenità.

Questa attenzione non ha mai rallentato il gruppo né creato differenze, ma ha trasformato l’escursione in un’esperienza inclusiva e condivisa, in cui ognuno ha potuto vivere il percorso secondo le proprie possibilità. È in questo equilibrio – tra competenza tecnica, empatia e capacità di infondere fiducia – che si riconosce il valore di una guida capace di fare la differenza, accompagnando le persone non solo lungo un sentiero, ma dentro l’esperienza stessa.

Foto di Giuseppe Esposito e Sofia Riccaboni

“Lucania da Vivere”: un educational che crea connessioni

Dentro un progetto come Lucania da Vivere, un’uscita così acquista un valore ancora più grande: non è una “gita”, ma un tassello di un racconto collettivo che mette insieme operatori, territorio e persone. Il merito va anche all’organizzazione di Carmelina Lettieri e di Marmo Melandro Viaggi, che hanno costruito un’esperienza capace di far innamorare senza forzare, lasciando parlare i luoghi.

Il messaggio che ci portiamo a casa è semplice: la Basilicata non ha bisogno di essere inventata. Ha bisogno di essere attraversata, raccontata bene e protetta, perché la sua bellezza è già lì — intera.

Perché dovresti farlo anche tu

Se ami la natura vera, i sentieri d’acqua, le cascate e quei posti che ti rimettono in asse, la discesa al Fosso Paraturo è un’esperienza perfetta. Non solo per “vedere” una cascata, ma per vivere un paesaggio che ti insegna la calma, il rispetto e la meraviglia.

E quando un luogo ti fa sentire così, capisci che non è solo turismo: è relazione con il territorio.

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Sowmya Sofia Riccaboni
Sowmya Sofia Riccaboni
Blogger, giornalista scalza (senza tesserino), mamma di 3 figli. Guarda il mondo con i cinque sensi, trascura spesso la forma per dare sensazioni di realtà e di poter toccare le parole. Direttrice Editoriale dal 2009. Laureata in Scienze della Formazione.

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