Casarini: denuncerò l’ammiraglio dell’Irini, deporta migranti in Libia

Casarini intende presentare un esposto contro l'ammiraglio Fabio Agostini. Perche? Andiamo a leggerlo.

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Casarini

La Libia è un Paese che ha un ruolo importante per l’equilibrio e la sicurezza del nord Africa e dell’intero Mediterraneo. E in questo contesto geopolitico si inserisce la nuova operazione militare europea “Irini”. Che dal 31 marzo 2020 monitora lo scenario libico con il mandato Onu. Per sorvegliare e impedire l’arrivo illegale di armi. Pertanto, in Italia a guidare la missione militare c’è l’ammiraglio Fabio Agostini, contro il quale Luca Casarini, intende presentare un esposto alla magistratura. Per quale motivo? Leggiamolo.

Perchè Casarini vuole denunciare l’ammiraglio dell’IRINI?

Presenterò un esposto alla magistratura per chiedere se cooperare con la deportazione di oltre ventimila migranti in mare sia una cosa legale o se è un crimine. E’ la prima volta che una missione internazionale ammette la cooperazione con la Guardia costiera libica“. Dice Luca Casarini, capo missione di Mediterranea Saving Humans, in un’intervista. Commentando le parole dell’ammiraglio Fabio Agostini. E poi aggiunge: “Secondo me, le parole di Agostini sono da approfondire. Quando uno dice che coopera con la Libia per la cattura di persone in mare, pur essendo il comandante di una importante missione europea, direi che è davvero molto interessante…”. Per Casarini è inaccettabile riportare i migranti in Libia. Perchè non rispetta i diritti umani. Violando tra l’altro, la Convenzione di Amburgo.


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Missione IRINI e la guardia costiera libica

L’operazione IRINI dunque ha l’obiettivo di far rispettare l’embargo sulle armi imposto dall’ONU. Nei confronti della Libia. E come compito secondario, l’operazione contribuirà allo sviluppo delle capacità e alla formazione della guardia costiera e della marina libichePer i compiti di contrasto in mare. Ma il ritorno di persone da acque internazionali verso la Libia è contro il diritto internazionale. Perchè non c’è alcun porto sicuro in Libia a oggi. Chi viene riportato in Libia va nei centri di detenzione. Dove si ha accesso limitato ad acqua, cibo e servizi igienici. “Ho la sensazione che ci sia una campagna di rilegittimazione della Guardia costiera libica” sostiene Casarini. “Si cerca di riscrivere la verità dopo il plauso del premier Draghi alla Guardia costiera libica. Per i cosiddetto salvataggi. Ricordo che da gennaio 2020 ad oggi sono 20 mila i deportati accertati e non sappiamo che fine abbiano fatto”

Le accuse di Casarini all’ammiraglio Agostini

L’accusa che Luca Casarini fa All’ammiraglio Agostini è incentrata su una contraddizione. “E’ paradossale”, dice Casarini, “che un comandante non sappia cosa succede poi a terra ai migranti, non è accettabile. Se chiami degli aguzzini sei responsabile anche tu per quello che accade a terra“. E aggiunge: “C’è anche una evidente contraddizione nella intervista, perché Agostini dice ‘Se li salvassimo noi i migranti, non li porteremmo mai in Libia, ma in Europa. Allora, se va tutto bene in Libia perché li porterebbe in un molo europeo e non libico?“. Poi dice ancora: “Non è vero che le organizzazioni internazionali hanno accesso ai centri di detenzione. L’Onu dice che la Libia non è un porto sicuro che perché nessuno può entrare in un centro di detenzione. Il grande tema è che non c’è la possibilità di controllare dentro i centri di detenzione libici, che siano legali o illegali“.

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