Casaleggio detta le condizioni contro vento al movimento

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Casaleggio detta

Casaleggio detta le regole come se veramente fosse una mente pensante. Nessuna scissione, nessuna fondazione di una nuova forza politica. Ovviame il perché nei suoi termini non ciò sono condizione ideologiche per farlo. È un signor nessuno e lo dimostra proprio questo decalogo. Davide Casaleggio lancia il manifesto Controvento dettando di fatto delle non condizioni al M5s per poter restare insieme. “I rapporti con il Movimento saranno più chiari. Questo Manifesto deve essere utile per stabilire un metodo e penso che questo sia uno strumento che possa unire“.

Casaleggio detta: ma a junior qualcuno ha detto che è come il padre?

Ovviamente non c’è nessun partito, anche perché non conviene a nessuno, visto già il gran casino fato. I rapporti tra il partito e la sua piattaforma di democrazia diretta tornino ad essere rispettosi dei ruoli di entrambi. Quest’uomoètutto qui: una piattaforma web. “Più che parlare di fornitore di servizio serve un progetto condiviso ed un accordo di partnership con ruoli ben definiti. Riconosciuti e rispettati. Se non c’è rispetto non si può lavorare insieme. Poi serve ovviamente un’adesione ai principi e ai valori della democrazia partecipata. Miiii che camurria, quando la gente si mette a parlare di rispetto dei valori e ruoli è il momento che finisce in panchina.

Il manifesto contro vento al movimento

Casaleggio detta un manifesto di 11 punti. “Serve mettere dei paletti e definire un metodo, ossia il perimetro di azione della piattaforma che regola la vita democratica del Movimento 5 Stelle. Tra i punti che compongono il documento: il voto non è ratifica e prima di prendere una decisione è necessario uno spazio di confronto ufficiale. Le votazioni devono essere precedute da tempi di comunicazioni certi e devono avere quesiti neutri, lineari, chiari e non capziosi. Le regole non sono scritte per gli amici, Vanno applicate con equità e serve trasparenza sulle attività svolte nel rispetto della privacy. Candidarsi non è un diritto ma una conquista e serve un percorso di formazione obbligatoria per candidarsi nelle istituzioni. sì al limite dei mandati per favorire il ricambio generazionale e contrastare la formazione di gruppi di potere, perché la politica non è un percorso di carriera. Il recall come strumento fondamentale per verificare i risultati ottenuti dagli eletti“. Qualcuno dica al tipo qui che ora che tutti hanno conquistato una poltrona, se ripropone il limite dei mandati, quest’estate gli fanno fare il bagno tra gli squali.


Le stelle brillavano nel cielo poetico della rivolta


Gli aggiornamenti

Una regola, invece, deve essere aggiornata. O meglio declinata in quello che doveva essere l’effettivo intento: il principio cardine del Movimento dell’uno vale uno. Uno non vale l’altro. Serve una selezione meritocratica” scandisce Sabatini. “Uno non vale l’altro significa anche immaginare processi di nomina trasparenti”. Servono poi scelte e responsabilità ai territori e chiarezza dei ruoli attraverso un processo di decentralizzazione del potere. Le decisioni importanti vanno assunte dagli iscritti. No dunque decisioni calate dall’alto“.