Caro energia auto, Tabarelli: “una follia destinata a durare”

Il presidente di Nomisma Energia analizza il rincaro dei prezzi delle fonti energetiche

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Benzina
Benzina, con il ponte aumentano i prezzi

Bollette della luce più care, benzina alle stelle. È questo ciò che ci attende nelle prossime settimane, quando il mondo intero, compreso il settore auto, farà i conti con il caro energia. Fare il pieno al nostro mezzo ci costerà di più, molto di più, e non saranno risparmiate neppure le tanto beatificate auto elettriche. Ma da dove viene questo rincaro? Lo spiega, in un’intervista a Quattroruote, Davide Tabarelli. Egli è il presidente di Nomisma Energia, una società di think tank specializzata nel settore energetico.


Transizione ecologica auto: c’è chi la pensa diversamente


Caro energia auto: che succede?

Nella suddetta intervista, Tabarelli ha spiegato innanzitutto qual è il problema. “Siamo ingolfati, inceppati“, ha iniziato. “La pandemia è stata un disastro delle cui implicazioni economiche forse non ci siamo resi pienamente conto. Adesso, la ripresa è caotica in tutte le filiere e il caos riguarda un po’ tutte le fonti di energia: il gas, il carbone, l’elettricità e, in parte, i meccanismi inerenti la CO2“. Stranamente, però, il petrolio è aumentato assai meno, rimanendo sullo stesso valore del 2018 (80 dollari al barile). Ma il carbone, a differenza dell’oro nero, sta schizzando, raggiungendo i 250 dollari la tonnellata, il massimo dal 2008. “Il mio timore è che, nella situazione attuale, qualcosa del genere possa accadere anche per il barile di petrolio“, ha detto Tabarelli. “Non è escluso, vista la follia che sta riguardando il gas e, di conseguenza, l’elettricità“.

Da dove nasce il problema

Secondo Tabarelli, il fenomeno è causato dal cosiddetto “fallimento del mercato”: “Quando hai un prezzo del gas che passa da una media di 12 nel 2020 agli attuali 110 euro per Megawattora, quando pensavamo che 40 o 50 fossero già insostenibili, ti trovi di fronte a qualcosa di paragonabile a un costo del barile di petrolio di 250 dollari e della benzina di 2 euro e 50 al litro“, ha spiegato. Le origini sono lontane: La Russia ha ridotto le forniture di gas per fare pressione sul celebre condotto NordStream2, e quel poco di gas che fornisce se lo prende la Cina, che a sua volta è a corto di carbone.

Politiche a casaccio

Questa situazione, ha spiegato il presidente di Nomisma, è anche frutto delle insensate politiche ambientali, che impediscono di attingere dalle riserve di cui il nostro paese dispone. “Noi disporremmo di grandissime riserve di gas e non riuscire a sfruttarle per ragioni di sostenibilità ambientale degli impianti è assurdo: ci costerebbe 2 euro al megawattora, contro i 110 che si sono visti sui mercati“, ha esclamato Tabarelli. “Ciò dà un’idea della follia economica del nostro Paese, ma anche dell’ingiustizia nei confronti delle persone che non dispongono di un reddito sufficiente, quando le nostre imprese sarebbero perfettamente in grado di realizzare tali impianti senza mettere a repentaglio l’ambiente“. Per Tabarelli, anche l’idea dei permessi di emissioni per le centrali termoelettriche è folle. “I prezzi sono esplosi, triplicati“, ha ribattuto. “l’Europa ha fissato l’obbiettivo di riduzione del 55% delle emissioni di CO2 entro il 2030, che definire ambizioso è un eufemismo, tanto che nei documenti ufficiali si parla di 100 euro per tonnellata di CO2, contro la precedente media di 25 e gli attuali 60. Non è strano, quindi, che siano già schizzati verso l’alto“.

Quando finirà il caro energia?

Il caro energia, dunque, è frutto soprattutto di politiche idiote, spesso guidate dal pregiudizio contro l’auto e altri settori. Ma la domanda vera è: quando finirà questa storia? La risposta di Tavarelli non appare troppo ottimistica. “I mercati finanziari prevedono prezzi dimezzati nei prossimi trimestri, per il gas intorno ai 40 euro per megawattora e ai 25 euro nel il 2023, quindi le cose dovrebbero, almeno in parte, migliorare in primavera“, ha illustrato. “Ma, come abbiamo visto in altre situazioni, questi mercati continuano a salire, col crescere della domanda mondiale di energia. In ogni caso, quello che sta succedendo ora, sia per il gas sia per l’elettricità, è gravissimo, perché lascia una cicatrice: il pensiero che fenomeni del genere possano capitare nuovamente, in assenza di strutture di gestione e controllo. Una cosa della quale bisognerà tenere conto in futuro“. Il 21 ottobre prossimo, la Commissione Europea si riunirà per decidere se e come regolamentare il mercato dell’energia. Intanto, in Italia il Governo Draghi ha stanziato 3 miliardi per mitigare il caro bollette. “Sono serviti a poco“, ha commentato Tabarelli.