Caro carburanti: il taglio proseguirà fino a luglio

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La notizia è di ieri: il taglio delle accise per il caro carburanti proseguirà fino a luglio. Facciamo chiarezza.

Quali sono le misure per contrastare il caro carburanti?

Il decreto del Governo parla chiaro, e annuncia il taglio delle accise contro il caro carburanti che verrà prorogato fino al prossimo 8 luglio. Lo sconto alla pompa sarà di 0,30 centesimi, Iva compresa, su benzina, gasolio e Gpl: si tratta di una decisione del valore di 2,1 miliardi, come asserito dalla relazione tecnica allegata al decreto.


Prolungati i tempi del taglio sulle accise


Aliquote sul metano e acquisto di gasolio

Contrariamente ai decreti precedenti, ci sono delle novità anche per il metano. L’applicazione dell’aliquota Iva sarà infatti agevolata sulle forniture, con l’accisa pari a zero e l’Iva ridotta dal 22 al 5%. Inoltre, gli autotrasportatori riceveranno un credito d’imposta al 28% per il primo trimestre 2022, per la spesa sostenuta nell’acquisto di gasolio.

Il punto del Corriere della Sera e La Stampa

Il Corriere della Sera riporta queste parole: “Grazie a queste misure, le associazioni di categoria – Assogasmetano, Assopetroli Assoenergia e Federmetano revocano lo sciopero indetto domani, giovedì e venerdì, annunciato lo scorso 8 aprile”. La Stampa, invece, spiega nel dettaglio il decreto. “L’accisa sulla benzina viene fissata a 478,40 euro per mille litri, quella sul gasolio a 367,40, il Gpl passa a 182,61 euro per mille kg, mentre l’accisa sul gas naturale usato per autotrazione scende a zero. Previsto anche un giro di vite sui controlli con maggiori poteri assegnati al Garante dei prezzi che dovrà evitare che compagnie e imprese non applichino gli sconti”.

Misure eccezionali

Come ha sottolineato anche il premier Mario Draghi, tutto ciò che abbiamo visto finora sono misure eccezionali per un momento altrettanto eccezionale. La guerra sembra ben lontana dalla fine, i mercati sono instabili e l’Unione Europea sta andando verso lo stop all’import di petrolio dalla Russia. Con l’intervento della Germania (finora la più restia alle sanzioni al contrario della Polonia, che spingeva sull’acceleratore), entro il 2022 dovrebbe partire il blocco totale. Altri Paesi, come l’Ungheria e la Slovacchia, sono più dipendenti dal gigante russo: ma su questo argomento l’Italia è in linea con l’UE.