Caro benzina: negli USA l’elettrico non è una soluzione

Un'inchiesta dimostra che un veicolo termico conviene anche con gli aumenti dei carburanti

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Rete di ricarica Tesla
Tesla: i Supercharger saranno disponibili anche per altre auto elettriche.

Anche gli USA, come in Italia, è in preda degli aumenti del carburante, a ritmi di 4 dollari al gallone. E allora, gli automobilisti corrono ai ripari cercando soluzioni che facciano risparmiare. Il passaggio all’elettrico, tanto caro al governo di Joe Biden, rappresenta una soluzione contro il caro benzina? La risposta è no. Un’inchiesta di Fox Business ha fatto due conti, scoprendo che mantenere une BEV costa di più rispetto ad un’omologa vettura termica, anche con i prezzi alla pompa in ascesa.

L’elettrico costa di più anche con il caro benzina?

Cominciamo con il dire che anche il prezzo dell’elettricità è aumentato, anche se i vari stati sono intervenuti calmierandolo e tenendolo stabile. Quindi, è come se la “luce” non sia aumentata affatto, o lo abbia fatto di poco. Ciononostante, questo non rende più conveniente la fruizione di una BEV. Il problema sta nei tempi di ricarica dei veicoli elettrici, che sono biblici nei confronti dei rifornimenti di un’auto a benzina o diesel. In quest’ultimo caso, basta un paio di minuti e sei pronto per partire. Non si può dire lo stesso delle EV, vincolate dai limiti della tecnologia. Una stazione di ricarica rapida consente “rifornimenti” di elettricità anche di mezz’ora, tempo accettabile ma molto più lento di un veicolo termico. Ed ha un suo costo: la rete di Electrify America prevede una tariffa di 43 centesimi per kWh, che scendono a 31 centesimi nel caso si sottoscriva l’abbonamento (che costa $4 al mese). Con la ricarica rapida si “riempie” la batteria solo per l’80%, per evitare che esploda. Molti utenti preferiscono ricaricare la propria macchina su una rete standard, che permette di rifornire la batteria al 100%, a prezzi più convenienti. E con la comodità di poterlo fare da casa, o nel parcheggio di fronte al posto di lavoro. Il rovescio della medaglia è che per una ricarica completa occorre aspettare fino a 8 ore. Anche questo incide sul costo finale dell’operazione.

A conti fatti, è meglio il pistone

Per comprendere meglio il discorso, facciamo due conti con un paragone. Prendiamo, ad esempio, una Ford totalmente elettrica (la Mustang Mach-E) ed un modello a benzina della stessa marca, una Escape. La Mach-E costa $37,495, sfruttando lo sconto del tax credit di $7,500. La Escape a benzina costa $27,755, e non dispone del tax credit. Supponendo una percorrenza annuale di 15 mila miglia (oltre 24 mila Km), la Mach-E costa $650 in ricariche da rete domestica, con un’autonomia di circa 400 Km. Ricorrendo alle ricariche rapide, il costo sale a $2,100. La Escape costa al distributore $2,800, con una percorrenza media di 12 Km/l. Se sommiamo questa cifra con il prezzo di acquisto, il totale annuale è di $30,555, assai meno rispetto ai $39,595 ottenibili con la elettrica. Ricorrendo solo alle ricariche domestiche, la somma scende a $38,145. Con un chilometraggio annuale piuttosto alto, l’auto elettrica non conviene rispetto ad una a pistoni. La rivoluzione può attendere, almeno stando al portafogli…


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