Carlo Urbani: il microbiologo che scopre la SARS

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Carlo Urbani è un microbiologo e medico italiano. Inoltre, Urbani classifica come SARS l’epidemia che in Oriente causa 774 decessi, agli inizi del 2000. A fronte di ciò, il medico rimane in prima linea nello studio ed identificazione del virus, fino al blocco dello stesso, di cui diventa vittima nel 2003. Ecco una dichiarazione del medico: “Sono cresciuto inseguendo il miraggio di incarnare i sogni. Ho fatto dei miei sogni, la mia vita e il mio lavoro.” In memoria di Urbani, i ricercatori di Cina e Vietnam denominano il gruppo di coronavirus che causa la SARS, con il suo nome.

Carlo Urbani chi é ?

Carlo Urbani nasce a Castelpiano il 19 ottobre 1956 e decede a Bangkok, il 29 marzo 2003. Inoltre, Urbani frequenta gli studi presso l’Università di Ancona, dove consegue la laurea in Medicina e la specializzazione in malattie infettive e tropicali a Messina. In seguito, il medico ottiene la qualifica nel Master di parassitologia tropicale. Di fatto, Urbani lavora presso l’istituto di malattie infettive di Ancona, fino al 1985. A distanza di un anno, il medico assume la direzione dell’ambulatorio a Castelplanio. Nel 1993, Urbani diviene consulente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Tuttavia, Urbani diventa anche  membro dell’Organizzazione non governativa Medici Senza Frontiere e coordinatore del progetto in Cambogia dello stesso. Nel 1999, il medico diventa presidente per l’Italia di Medici Senza Frontiere ed ottiene il Premio Nobel per la pace, di Oslo.

Carlo Urbani: le opere di volontariato

Durante la giovinezza, Urbani partecipa al volontariato, attraverso le collaborazioni cattoliche di Mani Tese e l’Unitalsi. A fronte di ciò, Urbani diviene parte attiva nella raccolta di farmaci, in aiuto alle popolazioni africane. Inoltre, il contributo del ragazzo nel volontariato giunge anche nei campi estivi, in favore dell’Istituto Santo Stefano, a Porto Potenza Picena.

Medico in Cambogia e Vietnam

Quando Urbani entra nel gruppo dei Medici Senza Frontiere ottiene il primo incarico. A ragion per cui, il medico inizia il controllo delle malattie endemiche parassitarie, di cui la schistosomiasi, presente in Cambogia. Di fatto, Urbani insegna alle popolazioni del territorio le cure necessarie per le infezioni, ed evitare la contrazione delle malattie parassitarie. Nel gennaio del 2000, l’OMS assegna al medico la missione in Vietnam, per la durata di tre anni. Allorché, Urbani riveste il ruolo di consulenza OMS, di supervisione delle malattie parassitarie, nel territorio occidentale del Pacifico.

Presidente di MSF

Nel 1999, il medico riceve la nomina di presidente per l’Italia di MSF, con l’impegno al diritto di accesso ai farmaci, per i popoli più poveri. A fronte di ciò, Urbani utilizza il denaro del Premio Nobel dello stesso anno, per la creazione di un fondo di promozione ai farmaci. L’anno seguente, il medico coordina l’Advanced Training on Tropical Medicine, tra Fondazione De Carnerie l’istituto ospedaliero di Macerata. In realtà, il corso di Urbani ha l’intenzione di definire delle regole base per l’assistenza sanitaria, nei territori in via di sviluppo. Di fatto, le malattie parassitarie delle popolazioni più povere rappresentano le cause principali di morte. In seguito, dal corso emerge come risultato una carta, con le linee guida, che le missioni umanitarie devono rispettare e seguire.

La contrazione letale del virus

Nel 2003, l’americano Johnny Chen riscontra una polmonite che lo costringe al ricovero, presso l’ospedale di Hanoi. A fronte di ciò, Urbani raggiunge il paziente e comprende la presenza di una nuova malattia. Allorché, il medico avvisa il governo e l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sull’emergenza sanitaria, con l’obbligo della popolazione alla quarantena. Nel marzo dello stesso anno, Urbani contrae la febbre e scopre di avere il virus. A fronte di ciò, Urbani decide il ricovero immediato in ospedale e rimane in isolamento per diciannove giorni. Il 29 marzo del 2003, il medico decede nell’ospedale di Bangkok, per SARS.

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