Carlo Lauberg, un chimico prestato alla rivoluzione francese

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Ricorre oggi l’anniversario della nascita di Carlo Lauberg, scienziato e politico italiano che appoggiò le idee e la politica della rivoluzione francese in suolo patrio e d’oltralpe, avvenuta l’8 settembre 1762 a Teano, la nota località in provincia di Caserta famosa per l’incontro tra Garibaldi ed il re Vittorio Emanuele II in coronamento delle campagne che portarono all’unificazione d’Italia.

Carlo Lauberg

Biografia e Carriera

Carlo Lauberg fu figlio di un ufficiale di discendenza vallone appartenente all’esercito spagnolo che seguì il re Carlo di Borbone, re delle Due Sicilie e duca di Parma e di Piacenza col nome di Carlo I e re di Spagna come Carlo III, nell’impresa della conquista del regno di Napoli nel 1973.

Gioacchino Murat

Dopo una parentesi in età giovanile dedicata all’insegnamento di matematica e scienze nelle Regie Scuole di Chieti e alla Nunziatella, complesso architettonico monumentale sede della scuola militare di Napoli fondata nel novembre del 1787 come Reale Accademia Militare a Pizzofalcone, uno dei più antichi istituti di formazione militare d’Italia e del mondo, nonché successivamente ad aver conseguito le mansioni di chierico scolopio, ordine quello chiericale degli scolopi o chierici piaristi che risale alle scuole popolari dei Poveri della Madre di Dio e delle Scuole Pie fondate nel 1597 per volontà dello spagnolo Giuseppe da Calasanzio finalizzato all’educazione cristiana dei fanciulli e alla docenza di diritto pontificio, il Lauberg aprì a Napoli l’Accademia di Chimica con il compagno e collega Annibale Giordano, nel cui edificio si riunirà un circolo sostenitore della rivoluzione francese le cui riunioni non furono ben accolte né dallo spirito del momento né da quel partito politico borbonico che venne spodestato dall’avvento al potere di Gioacchino Murat, maresciallo dell’Impero francese rivoluzionario e cognato di Napoleone, quale governatore di Napoli.

Louis de Latouche-Tréville

Ad incentivare l’appoggio alla rivoluzione da parte del Lauberg furono probabilmente anche le sue origini, la Vallonia, regione al mezzogiorno del Belgio, conquistata dalle truppe napoleoniche a cavallo tra il Settecento e l’Ottocento, possedeva da secoli e possiede tutt’ora una tradizione linguistica e culturale olandese mista alle forti influenze culturali e di costruzione sociale di stampo francese. Risiedente a Napoli e partecipante alle sedute tenute in Accademia, seguite tra i numerosi altri intellettuali che ne presero parte anche da Antonio Savaresi, al tempo medico di fama che servì nelle armate francesi, il Lauberg ebbe l’onore di incontrare Louis de Latouche-Tréville, uno dei più stretti ammiragli di Bonaparte e vittorioso contrattaccante delle forze di Horatio Nelson nonché sostenitore e protagonista della guerra d’indipendenza americana oltre ad essere stato una figura estremamente influente nella politica e sulle decisioni strategiche della Napoli imperiale, dalla conoscenza con il quale fu severamente perseguitato da Ferdinando IV di Napoli Borbone.

Jean Antoine Championnet

Iscritto alle logge massoniche fonda con l’intellettuale Francesco Saverio Salvi e col giurista, drammaturgo e filosofo Francesco Maria Pagano la Società Patriottica o Società Giacobina di Napoli in sostegno ai valori della rivoluzione e per la lotta al dominio borbonico di Napoli assolutamente in contrasto, secondo gli esponenti del pensiero filofrancese, con i metodi di reggenza consoni ad una società civile e progressista. Nel 1794 Carlo Lauberg, il cui contributo alla fazione rivoluzionaria francese non mancò di essere evidenziato dall’esposizione delle proprie idee con la scesa in campo nel quadro amministrativo cittadino, prese parte attiva alla politica napoletana in quanto insediato insieme a Domenico Forges Davanzati, Giuseppe Albanese e Giuseppe Logoteta al Comitato di Legislazione allora diretto dal riformista moderato Mario Pagano. Costretto a lasciare Napoli perché a rischio di condanna o incarcerazione si arruola come farmacista nel corpo della Sanità Militare, per cui raggiunge la Francia dalla quale ritorna in Italia al seguito del generale Jean Antoine Championnet, protagonista della Prima campagna d’Italia e promulgatore della Repubblica Napoletana o Repubblica Napolitana, regime provvisorio dipendente dal governatorato francese rivoluzionario repubblicano insediatosi con la prima campagna d’Italia e durato poco meno di un anno a seguito della conquista di Castel Sant’Elmo al Vomero da parte delle truppe imperiali che tennero le redini del governo della città sino alla caduta di Napoleone e all’esperienza della Restaurazione. Abbandonata l’attività politica, ritornò in Francia dove si dedicò a tempo pieno alla professione di farmacista.

Pianta del chinino

Ottenuta la cittadinanza francese, mutò il proprio nome in Charles Jean Laubert e visse a Parigi dove svolse anche attività di ricerca, impegno che gli permise di isolare e scoprire le proprietà della quinina o chincona, pianta arborea della famiglia delle rubiacee, arbusti tipici di Ande e Perù conosciuti anche col nome di chine, dalla cui corteccia si estraggono gli alcaloidi chinninici ottenendone grani di chinino, cura per le febbri malariche.

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