Carlo Calenda presenta Azione e attacca il governo PD-M5S: «È stato un errore»

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Carlo Calenda ha fondato il partito Azione.

Sarà nell’area di centrosinistra ma non offrirà alcun appoggio incondizionato al governo targato PD-M5S che, anzi, ha definito un «errore». Carlo Calenda, durante una conferenza stampa tenuta insieme a Matteo Richetti, ha ufficialmente presentato il suo nuovo partito che si chiama Azione. Fin da subito è apparso chiaro l’obiettivo della nuova forza politica: tenersi lontana e contrapporsi al riformismo dei «rammolliti» rappresentato dal Partito Democratico di Zingaretti e da Italia Viva di Renzi, una strategia che non ha alcuna efficacia nell’operato dell’esecutivo.

Entrando nello specifico delle sue affermazioni, Carlo Calenda ritiene che, ad esempio, il governo giallorosso abbia sbagliato a destinare nella manovra finanziaria del denaro alle pensioni anticipate tramite Quota 100, quando invece sarebbe stato opportuno indirizzare queste risorse ad interventi più concreti come le assunzioni di nuovi medici e infermieri nel settore sanitario. Tutto ciò sarebbe avvenuto perché i cosiddetti riformisti (PD e Italia Viva) «hanno paura» e subiscono le decisioni della maggioranza tradendo, di fatto, i valori che in passato hanno sbandierato in diverse occasioni.

Carlo Calenda, l’ex PD ha fondato Azione.

L’ex ministro dello Sviluppo Economico ritiene che il riformismo possa affermarsi solo se in grado di prendere delle decisioni forti com’è avvenuto nel recente passato con il Governo Renzi. A tal proposito, si è scagliato proprio contro l’ex premier, dicendo che in questi ultimi mesi proprio il fondatore di Italia Viva ha tradito i suoi principi andando a stringere una «fallimentare alleanza» con il Movimento 5 Stelle. E a questo punto è arrivato un affondo nei confronti di tutto il centrosinistra: Calenda, infatti, pensa che in questo periodo lo schieramento non è affatto migliorato rispetto ad agosto quando la Lega fece cadere l’alleanza con i pentastellati, e proprio per tale ragione l’intesa giallorossa è stata un vero e proprio errore.

Carlo Calenda: obiettivo 10% per Azione

Nel corso della conferenza stampa, il fondatore di Azione ha avuto modo di parlare anche di Salvini. Dopo averlo definito «un signore in mutande che beve mojito», ha sottolineato che se davvero fosse riuscito ad avere la meglio sul Movimento 5 Stelle la sua attività sarebbe stata immediatamente bloccata da un moto popolare che avrebbe portato in piazza almeno 5 milioni di persone. Quindi è partito un ulteriore duro attacco verso l’ex ministro dell’Interno, etichettato come «persona che non ha onore», un opportunista che va contrastato con degli interventi concreti.

Dimissioni Calenda: «Con M5S rinunciato a nostre idee e valori»

Soffermandosi sul target del suo partito, Carlo Calenda ha confermato che si schiererà nell’area di centrosinistra, anche se perseguirà un liberalismo democratico profondamente lontano da Italia Viva, sulla scorta del precedente Siamo Europei, il movimento che il politico romano aveva lanciato prima del voto per Strasburgo in comune accordo con il Partito Democratico. Se su Salvini non è stato per niente tenero, nemmeno nei confronti di Renzi l’ex dem si è risparmiato.

Carlo Calenda punta a raggiungere il 10% con Azione.

Innanzitutto ci ha tenuto a rimarcare che l’ex segretario del PD è totalmente inserito nell’intesa di governo con il Movimento 5 Stelle, aggiungendo che l’abitudine del leader di Italia Viva di votare a favore dei provvedimenti dei grillini per poi attaccarli non cambia assolutamente la realtà. Ed è proprio in questa circostanza che ha lanciato un duro attacco a Renzi, ricordando che per il bene dell’Italia non c’è alcun bisogno di avere un altro «bullo» che abbia come unico obiettivo quello di fare tutto da solo.

Infine, guardando agli obiettivi del suo Azione, Carlo Calenda si è dimostrato fiducioso e quantomai ambizioso, dicendo che punta a raggiungere almeno il 10%, altrimenti non si presenterà nemmeno alle prossime elezioni. Intanto, finora la nuova realtà politica fondata dall’ex ministro ha trovato adesioni importanti, come quelle di Cimmino, proprietario di Yamamay, e dell’ex presidente dei piccoli industriali Alberto Baban. Inoltre tra le personalità di spicco che hanno garantito pieno appoggio ad Azione, si segnalano Walter Ricciardi, Stefano Allevi ed Emma Fattorini. Lo slogan ufficiale del partito è: «L’Italia è più forte di chi la vuole debole».

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