Sabaudia, Carla Massimo, una mia amica, muore per un tumore al pancreas. Scorgendo gli account di Matteo e Marzia, suoi figli, osservo alcune foto delle quali ne prendo una per dedicarle questo articolo. È particolare perché lei sorride. Nonostante tutto, lei sorride. Come ha sempre fatto.

Il 29 di questo mese ho saputo della morte, Carla Massimo. Carla la conoscevo da tanti anni, i miei ricordi di quando ero ragazzino riguardano anche lei.  Carla Massimo appartiene al mio passato, eravamo amici, ma soprattutto mi salvò la vita.

In un’estate di moltissimi anni fa, io ed una mia amica andammo per secche di fronte al lido Saca,  era un lido dell’esercito italiano. Uno dei tanti, sparsi in Italia.  Io e Patrizia, giocavamo a fare tuffi. Ovvero, lei si tuffava dalla secca mentre io la guardavo nuotare. Io non sapevo nuotare. Avevamo circa otto anni. Forse subito, o dopo circa 7 minuti, mio padre mi chiamò per tornare a casa.

Io mi arrabbiai, lui insistette.  Allora obbedìi. Nel tornare sulla battigia non percorsi la stessa “strada delle Secche” che percorsi con Patrizia, ne percorsi un’altra, tanto anche quella era una secca. Ma nascondeva   una buca.

Caddi. Stavo per annegare. Dall’acqua vedevo i ragazzini che giocavano intorno a me, ma non si accorsero che stavo per annegare!

Agitai il braccio nella speranza che qualcuno lo vedesse, ma in quell’istante nessuno lo vide. Lo rialzai di nuovo al di fuori dell’acqua, lo mossi come per salutare qualcuno.

Carla Massimo lo vide, l’ho afferrò e mi tirò fuori di lì!

Aveva qualche anno più di me, forse sette, ma ebbe forza di spirito e prontezza di riflessi per rendersi conto che non stavo scherzando, e mi salvò la vita.

Un giorno si sposò, e divenne moglie  è madre perfette.

Imparò a ballare, e con suo marito aprì una scuola di ballo di stile standard. Siamo nel decennio del 1990 quando i coniugi Calise iniziarono a fare scuola sia in un circolo privato  dell’esercito, sia in una sala parrocchiale della SS. Annunziata in Sabaudia. Ricordo che alcune feste presso la Saca erano centrate sui balli standard di cui Carla Massimo e suo marito erano ormai Maestri; in quella caserma  nei due circoli: ufficiali e sottufficiali, si poteva ballare seriamente valzer, tango, foxtrot, samba, eccetera. Ammirarli era uno spettacolo per gli occhi, ma soprattutto la gente che andava a lezione da loro racconta  che venivano trattati con amicizia e gentilezza. E ovunque Carla Massimo e suo marito Vito Calise andassero a ballare vincevano premi.

In quell’epoca a Sabaudia non c’era nessuno che avrebbe potuto offrire spettacoli di ballo. I coniugi Calise seppero appassionare molti Sabaudiesi e riuscirono addirittura prodi ballerini in quello stile. Per molti anni quando qualcuno voleva imparare il ballo dell’eleganza si diceva: “Vai da Vito e Carla, sono eccezionali”.

Carla Massimo era eccezionale davvero.

Carla era una donna che sorrideva sempre. Poteva essere presa da mille difficoltà, ma un sorriso per gli altri lo aveva sempre! Non so se le era innato, o  se le fosse stato insegnato in famiglia, o se lo imparò frequentando la chiesa (ecumenimi), però posso dire con certezza che Carla Massimo aveva un sorriso per tutti.

Alla sua famiglia di origine: suo padre Alfonso, sua madre ‘Rina e sua sorella Rossana; e alla sua famiglia creata con il suo ex marito Vito e dai loro figli Matteo e    Marzia, porgo le mie più sentite con-doglianze.

Carla, amica mia, se tu non fossi stata messa al mondo io sarei morto nelle acque del quel lido. Grazie!”

Chi vorrà darle un ultimo saluto potrà farlo giovedì 03 di questo mese alle ore 15:00 presso la Chiesa SS. Annunziata in Sabaudia.

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