CaRi-Heart: la tecnologia che può prevedere e prevenire l’infarto

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CaRI-Heart
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Una nuova tecnologia, chiamata CaRi-Heart, può aiutare a prevedere l’infarto, anni prima che esso si verifichi.

Una nuova tecnologia per combattere l’infarto

Tra le principali cause di morte nel mondo ci sono le malattie cardiovascolari che rappresentano perciò un “nemico” da combattere. La società Caristo Diagnostics di Oxford, tramite una ricerca finanziata dalla British Heart Foundation, ha creato una nuova tecnologia di intelligenza artificiale in grado di rilevare le persone con alto rischio di infarto, anni prima che questo avvenga. CaRi-Heart permetterebbe di rilevare il rischio di infarto tramite scansioni cardiache di routine. La tecnologia ha ricevuto la certificazione CE nel mese di marzo ed è pronto per essere implementato nel National Health Service, il sistema sanitario del Regno Unito, e nel resto d’Europa.

Come funziona Cari-Heart

CaRi-Heart funziona analizzando le arterie che potrebbero ostruirsi e provocare un attacco di cuore. Tramite la valutazione delle scansioni cardiache effettuate con regolarità da un soggetto, il sistema produce un “Fat Attenuation Index Score” che misura accuratamente il grado di infiammazione dei vasi sanguigni dentro e intorno al cuore. L’infiammazione potrebbe nel tempo portare a un attacco di cuore e le persone identificate come ad alto rischio avrebbero la possibilità di ricevere anticipatamente una terapia mirata e personalizzata, oltre ad essere monitorati più da vicino. “Il bello della nostra tecnologia è che non solo salverà innumerevoli vite, ma è incredibilmente semplice. L’analisi CaRi-Heart può essere eseguita su qualsiasi scansione cardiaca TC. Gli ospedali non hanno bisogno di cambiare attrezzatura e i pazienti non hanno bisogno di fare altri test”. Queste le parole di Cheerag Shirodaria, AD e co-fondatore di Caristo Diagnostics.

Nuove patologie nel mirino

Non solo l’infarto ma anche nuove nuove patologie nel mirino. I ricercatori, infatti, stanno valutando come utilizzare la tecnologia per prevedere meglio il rischio di un individuo di sviluppare ictus e diabete tramite l’analisi delle scansioni TC di routine. Stanno inoltre sviluppando uno strumento di intelligenza artificiale per identificare specificamente i pazienti con Covid-19 ad alto rischio di avere un futuro infarto o ictus. “Lo sviluppo e l’approvazione di questo nuovo strumento di intelligenza artificiale è una storia di grande successo. È un ottimo esempio di come la ricerca finanziata dal BHF possa gettare le basi per un progresso veramente trasformativo nella diagnosi e nella prevenzione delle malattie cardiache e circolatorie”. Commenta così James Leiper, direttore medico presso la British Heart Foundation.

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