Card. Zuppi “il prete degli ultimi”: un progressista a capo della CEI

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Card. Zuppi

Papa Francesco ha nominato il Card. Zuppi, Arcivescovo di Bologna, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Riuniti, in occasione della 76esima Assemblea generale, i Vescovi italiani, hanno proceduto all’elezione della terna per la nomina del Presidente. Secondo quanto previsto dallo Statuto (art. 26, § 1). A dare l’annuncio è stato il Presidente uscente, Cardinale Gualtiero Bassetti. Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve. Che ha dato lettura della comunicazione del Santo Padre.

Card. Zuppi: un progressista a capo della CEI?

Il Card. Zuppi è nato a Roma 66 anni fa. Missionario di pace ha dimostrato una grande attenzione a ciò che avviene quotidianamente. Da sempre legato alla comunità di Sant’Egidio, nel ’92 si impegnò per mettere fine al conflitto civile in Mozambico. Mons. Zuppi proviene dall’ala progressista della Chiesa. Dunque è un autentico capovolgimento nell’orientamento complessivo fra destra e sinistra. Tra conservatori e progressisti. Che vede la Chiesa cattolica, attrice e non più spettatrice. Nonchè propensa a far sentire la sua voce in moltissimi casi. La nomina di Zuppi alla presidenza della CEI da parte del Pontefice è quindi la conferma di un rinnovamento. Che riguarda il lavoro di riforma interna della Chiesa. Che sta portando avanti Papa Francesco. Un senso generale di soddisfazione dunque, per l’operato del Santo Padre, tutto dedito a riscoprire la Chiesa come comune chiamata a essere universali e ad accogliere una molteplicità di volti. Non più semplicemente ospiti l’uno dell’altro, reciprocamente vicini o uno accanto all’altro. Ma chiamati a vivere l’uno con l’altro e ad andare l’uno incontro all’altro. E che tuttavia rivaluta il messaggio evangelico.

Cattolicesimo e progresso

A differenza di quanti vorrebbero credere e far credere diversamente, Bergoglio rappresenta l’inizio di una tendenza di lungo periodo. L’altro pezzo del cattolicesimo italiano. Quello che spera in un futuro del franceschismo. Una Chiesa che si fa tutt’uno col mondo. Una Chiesa che distingue il Dio dei filosofi dal Dio biblico. Papa Francesco fin dall’inizio del suo pontificato, si è impegnato a spingere la Chiesa cattolica in avanti. Proiettandola verso un mondo bisognoso del Vangelo e distogliendola dall’autoreferenzialità, ponendo, al centro delle sue preoc­cupazioni, i poveri, gli svantaggiati e i migranti. In antitesi con le frange più tradizionaliste che danno per scontato che il cattolicesimo non potrà mai garantirsi il suo futuro se non conservando il potere gerarchico. Mentre Papa Franceso con le sue riforme sta apportando tutta una serie di cambiamenti. Che finiscono per modificare la stessa sostanza teologica e dottrinale del cattolicesimo.


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