Cappella Sansevero – Masucci si dimette: “No al Green Pass”

0
578
masucci green pass

Fabrizio Masucci è contrario all’obbligo del Green Pass nei musei. Così ha dato le dimissioni da Presidente del CdA e da Direttore del Museo Cappella Sansevero di Napoli, il luogo che conserva la celebre statua del “Cristo velato“. Lo ha fatto tramite una lettera polemica nei confronti del Governo italiano.

Masucci contro il Green Pass: le dimissioni

Ieri è comparso sul sito del museo il comunicato stampa che rende nota la presa di posizione di Masucci. A sostituirlo sarà la sorella avv. Maria Alessandra Masucci, già consigliere di amministrazione, che, come riporta lo stesso comunicato, “negli ultimi anni ha partecipato attivamente al piano strategico del museo”.

I ringraziamenti del Cda

Il comunicato stampa chiude con delle parole di gratitudine da parte del CdA. I membri ringraziano Fabrizio Masucci “per la preziosa e proficua attività svolta con dedizione e professionalità e per aver contribuito in modo determinante, nel decennio del suo operato, alla crescita e al prestigio del museo“. Le dimissioni di Masucci non sono un addio al Museo Cappella Sansevero. Infatti egli stesso ricoprirà il ruolo di membro del Consiglio d’Amministrazione, ma a titolo gratuito.

La lettera di Masucci contro il Green Pass

Il direttore dimissionario ha espresso chiaramente la sua posizione contro l’obbligo del Green Pass nei musei in una lettera al Governo italiano.

Le norme di sicurezza attuali nel museo

Masucci ha voluto ricordare innanzitutto le mosse che il museo ha adoperato per contrastare l’evolversi della pandemia.

Gli ingressi

Nel periodo della pandemia, il Museo Cappella San Severo ha ridotto di circa due terzi la capienza massima giornaliera. All’ingresso “tutti i visitatori sono sottoposti al rilievo della temperatura corporea” e obbligati a “indossare correttamente la mascherina per tutta la durata della visita. A loro disposizione è stata realizzata “un’apposita segnaletica orizzontale e verticale volta a garantire il rispetto della distanza interpersonale”.

Il percorso museale

In biglietteria e negli spazi visitabili è a disposizione dei visitatori del gel igienizzante per le mani, il percorso di visita è unidirezionale e l’ingresso e l’uscita avvengono attraverso varchi distinti”.

Le audioguide e i biglietti

“Le audioguide noleggiate vengono sanificate dopo ogni singolo utilizzo e possono essere ascoltate con auricolari propri o con auricolari monouso forniti gratuitamente. Infine i biglietti sono disponibili online e ogni giorno di apertura viene messa a disposizione solo una quantità residuale di biglietti last minute, acquistabili in biglietteria fino a esaurimento, per fasce orarie esplicitamente indicate”.

Perché contrario al Green Pass obbligatorio

Masucci ricorda che l’obbligo di richiedere l’esibizione del Green Pass per l’accesso ai musei non è legato a valutazioni di carattere epidemiologico specificamente riferite ai contesti museali, ma è stato considerato esclusivamente uno strumento […] per “ottenere più numerose adesioni alla campagna vaccinale”. L’ormai ex direttore sostiene che “i musei non debbano e non possano essere strumentalizzati – nel senso letterale di ‘usati come strumento’ – per ottenere qualsivoglia scopo estraneo alle loro naturali finalità“. Soprattutto quando “tale strumentalizzazione contribuisca inevitabilmente a compromettere, invece che favorire, la coesione sociale, in aperto contrasto con una delle più intrinseche missioni di un museo”.


Lo spettro del green pass confonde l’Europa?


La funzione dei musei

Secondo Masucci i musei “sono per loro vocazione luoghi di inclusione”. Inoltre, continua, “l’accesso paritario all’arte e alla cultura, diritto di tutti, dovrebbe essere sacrificato solo all’esito di ogni sforzo possibile volto a evitare una simile ferita. Chiude il discorso augurandosi che si possa riconsiderare questa decisione, “che coinvolge aspetti socioculturali di rilevante interesse collettivo”. Ciò “al fine di risparmiare almeno ai musei, riserva aurea di civiltà, lo scomodo ruolo di bersaglio delle intemperanze dell’arena mediatica. Il risultato dovrebbe essere quello di rendere i musei “un sicuro ‘spazio neutro’ in cui le persone, circondate dalla bellezza, possano ricominciare a conoscersi e riconoscersi, senza etichettarsi reciprocamente”.