Canned hunt: caccia economica e a colpo sicuro

Cacciatori soddisfatti al 100%: la "caccia in scatola" lo rende possibile. In Africa e America business da migliaia di dollari

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Se pensavate che la caccia fosse già un argomento abbastanza spinoso sappiate che esiste anche la canned hunt.

Chiamata anche “caccia in scatola”, non è altro che una modalità di caccia grossa effettuata all’interno di spazi ampi ma chiusi. Qui è possibile scegliere il tuo trofeo ed essere sicuri al 100% di ottenerlo.

Essa consente al cacciatore di trovare facilmente gli animali all’interno di queste zone recintate, senza alcuna via di fuga. Gli animali all’interno di queste riserve private sono specie selvatiche ma allevate in cattività.

Questo genere di attività è praticata soprattutto in Sud Africa e in America.

Le regole del “gioco”

La caccia di questo tipo è soggetta a regole particolari.

Si tratta di animali abituati alla presenza umana, non vedono nell’uomo una minaccia e spesso sono confidenti nei suoi confronti.

Dato l’indubbio svantaggio delle prede in queste condizioni è necessaria la presenza di abbondante vegetazione. Inoltre non è consentito sparare ad animali che si trovano ad una certa distanza dalle zone usate per alimentarli.

Ogni regione ha le sue normative riguardo la dimensione degli spazi recintati: si va dai 40 ai 240 ettari in America e dai 100 ai 1000 ettari in Africa.

La “caccia in scatola” In America…

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Cervo coda bianca

In America la maggior parte di queste strutture si trova in Texas.

Qui permettono ai clienti di cacciare non solo specie locali, come cervi coda bianca e cinghiali, ma anche quelle straniere come cervi rossi e sika, orici, addax e perfino canguri. Off limits la caccia ai grandi carnivori.

…e in Africa

Queste riserve di caccia lavorano in collaborazione con gli allevamenti delle specie messe a disposizione dei cacciatori. Specialmente in Africa tali attività alimentano un mercato molto intenso: esistono circa 24 strutture e 300 allevamenti collegati ad essi.

Tra le specie cacciabili in questi centri rientrano anche tigri, puma, leopardi, giaguari e ghepardi.

Prezzi convenienti

Date le condizioni, i prezzi sono nettamente più bassi rispetto ad una normale battuta di caccia grossa: essi oscillano tra 8000$ e i 40000$.

La verità nascosta dietro la “caccia in scatola”

In discussione non vi è soltanto l’etica di questo tipo di caccia, ma anche la scomoda verità che, a volte, è presente dietro questo giro di affari.

Ad esempio, molti dei leoni presenti in queste riserve, potrebbero provenire da quelli che vengono spacciati come santuari per questi felini.

Al loro interno viene data la possibilità ai turisti di giocare o dar da mangiare ai cuccioli, facendo credere si tratti di animali trovati orfani o in pericolo di vita.

La realtà è che spesso si tratta di cuccioli ai quali è stata uccisa la madre per poterli prelevare indisturbati e allevarli in cattività.

Le critiche

L’esistenza di queste strutture è soggetta ad alcune critiche.

Gli animali offerti per la caccia, quando non provengono da allevamenti, vengono prelevati in natura, alimentando così il problema del bracconaggio.

Inoltre la caccia effettuata verso prede che non hanno via di fuga, e dove tutte le condizioni sono ad esclusivo favore del uomo, fanno storcere il naso a molti cacciatori (sia che si dedichino alla caccia sportiva o di selezione).

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