Cannabis Light: opportunità o pericolo?

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Cannabis light

E’ di questi giorni la decisione della Corte di Cassazione di vietare la commercializzazione dei derivati della Cannabis Light. Olio, resina, infiorescenze e foglie non possono essere vendute, a meno che non siano prive di ‘efficacia drogante’.

Il mercato legale della Cannabis Light

La commercializzazione della Cannabis Light è iniziata nel 2016 e da allora sono fioriti più di mille punti vendita in tutta Italia con un giro di affari da 150 milioni di euro. Intorno alla cannabis light sono stati commercializzati una serie di prodotti: dalle caramelle ai biscotti, dalle creme agli shampoo, che hanno vitalizzato questo mercato e verosimilmente ridotto una parte del consumo legato allo spaccio fuorilegge, appalto della criminalità organizzata.

La possibilità di acquistare in sicurezza la cannabis, sebbene con un basso effetto ‘sballante’ ha certamente favorito i più timidi consumatori, coloro che vogliono rimanere all’interno della legge. Ha tranquillizzato i genitori rispetto ai figli adolescenti, che potevano ‘sentirsi grandi’ senza troppi rischi.

I rischi reali della Cannabis

Perché, diciamolo chiaramente, i rischi dal consumo di cannabis esistono e sono correlati all’azione del THC (tretraidrocannabinolo) sul sistema della gratificazione che è regolato da un neurotrasmettitore chiamato dopamina, che è anche implicato nello sviluppo delle psicosi schizofreniche. Persone predisposte geneticamente hanno un rischio maggiore di sviluppare psicosi, anche solo attraverso il consumo di cannabis. Soprattutto se non è chiaro il contenuto di THC della sostanza che assumono.

Il mondo delle nuove droghe

Il mondo della droga è profondamente cambiato da quando la marijuana si fumava in cerchio con una chitarra e una bottiglia di vino: una o due ‘canne’ divise in dieci, si cantava e si passava di mano in mano.

Sul mercato della criminalità oggi si trovano soprattutto le droghe chiamate spices drugs, ovvero cannabinoidi sintetici, o Skunk, cannabinoidi geneticamente modificati, che contengono percentuali di THC, da soli o associati ad altre sostanze, che sono in grado di produrre effetti più intensi e più dannosi di quelli generalmente correlati all’assunzione di cannabinoidi naturali. Così come non è facile conoscere chimicamente la purezza della cocaina comprata in strada, allo stesso modo non è facile conoscere la composizione chimica della marijuana comprata in strada. I cannabinoidi sintetici sono meno costosi da produrre. Senza contare il fiorente mondo dell’e-commerce: in rete si trova qualsiasi sostanza con consegna a domicilio. Anche prodotto base con istruzioni per la trasformazione in droga con materiale casalingo.

Quale tutela deve scegliere lo Stato?

Alla luce di queste informazioni, che vengono poco pubblicizzate, viene da sé che la commercializzazione legale di cannabis light rappresenta una grande tutela del consumatore medio, quello cioè che non assume cannabis in quanto tossicodipendente, ma solo per gli effetti rilassanti della sostanza naturale. La cannabis legale intercetta gli adolescenti, coloro che si sono disintossicati ma non vogliono rinunciare ad un piccolo svago, coloro che temono le conseguenze di entrare in contato con gli spacciatori. La cannabis legale rappresenta inoltre una fonte di guadagno per lo stato, e sottrae una fetta di economia alla criminalità organizzata.

La Marijuana in Nevada (USA)

Curiosando nella rete mi sono imbattuta nel sito Marijuana in Nevada: un sito governativo dello stato del Nevada (USA) in cui vengono fornite tutte le informazioni legali e fiscali riguardo al consumo di cannabis, che in questo stato è legale. Di più: è degli ultimi giorni la notizia che la contea di Clark ha deciso di destinare il ricavato dell’industria della canapa alla costruzione di alloggi per i senza tetto e alloggi post operatori per persone in difficoltà, che non possono rientrare immediatamente nelle proprie case.

Opportunità o pericolo?

Non può non saltare all’occhio la differenza con ciò che sta accadendo qui da noi. Da una parte l’opportunità di un uso consapevole e un ricavato di cui possano beneficiare i più deboli. Dall’altra il pericolo di rimandare nelle mani della criminalità organizzata un mercato che già è fiorente, invece di favorire una ‘cessione d’azienda’ allo Stato, che può così essere garante un po’ di più della vera sicurezza dei propri cittadini.

Il fascino delle sostanze stupefacenti sull’uomo si perde nella notte dei tempi: i popoli antichi hanno sempre cercato di gestirlo e regolarlo, perchè nessuno mai è riuscito a combatterlo vincendo.

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