Cane clonato in Corea del Sud mette al mondo la seconda cucciolata

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Il cane clonato ha avuto la seconda cucciolata.

Procede (a quanto pare) senza intoppi l’esperimento effettuato da un team di ricercatori sudcoreani e russi presso la Sooam Biotech Research Foundation di Seul. Kerechene, il cane clonato circa tre anni fa, da poco ha infatti dato alla luce la sua seconda cucciolata, mettendo al mondo ben sette cagnolini. Il lieto evento è avvenuto nel giorno di Capodanno, quando sono nate cinque femmine di colore nero e due maschi leggermente più chiari che sarebbero tutti in perfetta salute. L’annuncio è stato diramato soltanto in questi giorni con grande soddisfazione da parte del gruppo di lavoro guidato da Hwang Woo Suk.

La cagnolina di razza Laika, definita «supermamma» dagli studiosi, è stata clonata ricorrendo al materiale genetico prelevato da un orecchio della madre. In questi anni, pare non sia stato riscontrato alcun tipo di problema nell’organismo del mammifero che, in questi ultimi mesi (maggio-gennaio) ha dato alla luce dei cuccioli per ben due volte. Molto soddisfatto anche Dmitry Ivanov, membro del club di caccia russo di Bayanay, in Yakutia, il quale ha confermato che i piccoli sono sette e che sono tutti «sani e forti». Il parto è avvenuta in modalità del tutto naturale, e ben presto i cagnolini verranno ceduti ai cacciatori come cani da lavoro.

Il cane clonato è di razza Laika.

Il Siberian Times ha chiarito che il cane clonato è frutto del lavoro congiunto degli scienziati della Corea del Sud e dei colleghi russi dell’Università Federale Nord-Orientale di Yakutsk. Inoltre sembra che i due team non si siano fermati affatto allo studio sulla dolce Kerechene, infatti starebbero lavorando anche alla clonazione dell’oramai estinto mammut lanoso. L’obiettivo è quello di partire dai resti di questa specie che sarebbero stati ritrovati nel permafrost della Siberia.

Dopo il cane clonato gli scienziati pensano al mammut lanoso e ai cavalli Lenskaya

Forti degli ottimi risultati raggiunti fin qui con l’esperimento del cane clonato di razza Laika, gli studiosi sarebbero pronti ad andare anche oltre, riportando in vita il mammut lanoso. Tutto è cominciato circa sette anni fa, quando sull’isola di Maloyakhovskiy sono state rinvenute tracce di sangue nei resti di quest’animale datati ad almeno 28.000 anni fa. Invece, per quanto concerne le altre carcasse, non c’era una quantità sufficiente di materiale genetico per poter procedere con l’esperimento.

Il mammut lanoso potrebbe essere clonato.

Hwang Woo Suk vorrebbe approfondire ulteriormente il suo lavoro. Lo scienziato sudcoreano, infatti, si starebbe concentrando anche sui Lenskaya, dei cavalli che sono andati in estinzione ormai da diversi anni. Finora il team asiatico-russo si è soffermato sulla carcassa di un puledro di circa 42.000 anni fa, rinvenuto in ottime condizioni sempre in Siberia.

Siberia, trovato cavallo preistorico: gli scienziati puntano alla clonazione

Stando a quanto trapelato dal team di ricercatori, ci sarebbe un certo ottimismo nella possibilità di prelevare la quantità necessaria di cellule per avviare la clonazione.

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