Camera degli USA rimuove Marjorie Taylor Greene da commissioni

La rappresentante della Georgia è sotto i riflettori per il suo sostegno alle teorie di cospirazione di QAnon

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Camera degli USA rimuove Marjorie Taylor Greene

La Camera degli USA ha approvato la risoluzione presentata dai democratici per la rimozione dalla commissione educazione, lavoro e bilancio della controversa deputata repubblicana Marjorie Taylor Greene. La sostenitrice di Donald Trump è stata accusata di aver sposato teorie di complotto di QAnon e di aver incoraggiato sui social la violenza, l’antisemitismo e il razzismo. A favore della condanna anche una dozzina di repubblicani.

Perché la Camera degli USA ha rimosso Greene dai suoi incarichi?

La Camera dei Rappresentati ha rimosso dai suoi incarichi nelle commissioni Marjorie Taylor Greene, deputata repubblicana nota per le sue idee estremiste, che diffondeva attraverso i social network. Greene, faceva parte delle commissioni Bilancio e Istruzione. Negli ultimi tempi era finita sotto i riflettori per il suo sostegno alle teorie di cospirazione e alla violenza. I democratici, dopo che i repubblicani non hanno condannato Greene, hanno deciso di presentare una risoluzione alla Camera per estromettere Greene dalle commissioni. La Camera ha votato con 230 voti a favore e 199 contrari. Tra i favorevoli ci sono anche 11 repubblicani: Mario Diaz-Balart; Brian Fitzpatrick; Carlos Giménez; Chris Jacobs; John Katko; Young Kim; Adam Kinzinger; Nicole Malliotakis; Maria Elvira Salazar; Chris Smith e Fred Upton. 

Camera degli USA Greene: la deputata si difende in Aula

Greene, 46 anni, è un’aperta sostenitrice di QAnon, un complesso di teorie complottiste di estrema destra senza alcun fondamento che ha avuto un ruolo attivo nell’assalto al Campidoglio 6 gennaio. In diverse occasioni ha sostenuto che gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001 fossero stati orchestrati dalle forze governative. Inoltre che le sparatorie nelle scuole americane fossero state inscenate dalle lobby contro le armi. Ore prime del voto di giovedì Greene ha pronunciato un discorso in Aula, sostenendo che i legislatori vogliano “crocifiggerla sulla pubblica piazza” per parole che aveva detto anni fa e che non la rappresentano.

Greene ha descritto come era “inciampata” in QAnon alla fine del 2017 e ha iniziato a postare su Facebook mentre era “arrabbiata per le cose e non si fidava del governo”. La deputata ha affermato che quando ha iniziato a trovare disinformazione e bugie nei post di QAnon ha smesso di crederci. Poi Greene ha anche sconfessato il suo precedente sostegno a diverse teorie del complotto, dichiarando che le sparatorie nelle scuole sono “assolutamente reali” e che l’11 settembre “è assolutamente accaduto”.

Greene attacca i democratici

Tuttavia, dopo queste “belle parole”, Greene ha concluso il suo discorso adottando un tono provocatorio. Ha affermato che i democratici sono gli unici responsabili ad incoraggiare la violenza. Greene ha detto: “Se questo Congresso vuole tollerare membri che perdonano rivolte che hanno ferito gli americani, attaccano agenti di polizia, occupano proprietà federali, bruciano aziende e città, ma vogliono condannarmi e crocifiggermi sulla pubblica piazza per le parole che ho detto alcuni anni fa penso che siamo di fronte ad un grosso problema”. Alla fine Greene ha anche preso di mira i media mainstream, equiparando la veridicità delle loro informazioni a quelle di QAnon. Ha detto: “Consentiremo ai media, colpevoli quanto QAnon di presentare verità e bugie, di dividerci?”.

Il GOP è ormai diviso

Il dibattito sul destino di Greene è diventato emblematico all’interno del partito repubblicano. Il partito sta cercando di capire quale sarà il suo futuro nella Washington post-Trump. Il GOP si trova ormai diviso tra quelli che vogliono continuare con le politiche di Trump e i moderati che pensano che l’estremismo stia portando il partito alla deriva.


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