Cambogia: un esempio per sconfiggere la malaria?

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Il ministero della salute della Cambogia ha annunciato una drastica diminuzione dei casi di malaria. Il ministro Mam Bun Heng in un convegno ha illustrato importanti risultati. Il paese asiatico potrebbe eradicare la malattia entro il 2023.

La Cambogia sta vincendo la malaria?

Importanti passi in avanti nell’eradicazione della malaria in Cambogia. Nel corso di un evento il ministro della salute ha illustrato i dati epidemiologici dell’ultimo anno. L’evento si è svolto a Kampong Speu e ha visto anche la partecipazione di funzionari dell’ OMS. Il ministro Mam Bun Heng ha illustrato gli importanti risultati della campagna anti malaria. In Cambogia, nell’ultimo anno i casi di infezione sono diminuiti del 70%. Nel 2019 erano stati 25499. Nei primi nove mesi di quest’anno si sono registrati 7768 e nessuna vittima. Già dal 2018 nel paese non si registrano decessi correlati alla malattia.

Importanti progressi

Il ministro della salute cambogiano sottolinea che che la malaria nel 2020 ha colpito 0.07 persone ogni 1000 abitanti. “Questo dato“, sottolinea Bun Heng, “Mostra il successo della campagna di eradicazione dell’infezione“. L’obiettivo del governo è quello di raggiungere zero casi entro il 2023. In Cambogia l’epidemia si è diffusa soprattutto nelle province povere e rurali. La presenza di foreste ha facilitato la proliferazione di zanzare portatrici della patologia. In queste zone l’infezione ha colpito soprattutto donne, neonati e migranti. Grazie alla politica di eradicazione della malaria i cittadini cambogiani infetti posso accedere gratuitamente alle cure.

Non solo la Cambogia

La malaria è una parassitosi estremamente pericolosa, soprattutto per soggetti con salute fragile. Viene trasmessa all’uomo da alcuni tipi di zanzara. Il principale vettore è la zanzara Anopheles femmina, presente soprattutto nelle aree tropicali. Attualmente la la malattia è diffusa nel Sud America, in Asia e in Africa. Negli stati europei l’epidemia è stata eradicata all’inizio degli anni settanta. I pochi casi di infezione curati nel vecchio continente interessano persone che hanno contratto la malattia in zone endemiche. Per questo prima della partenza per queste zone è consigliata opportuna profilassi.

Infezioni e vittime: la malaria colpisce ancora

L’OMS da anni sensibilizza gli stati a combattere la malaria. Nel 2018 le infezioni sono state 228 milioni, circa 3 milioni in meno rispetto all’anno precedente. i morti sono stati 405 mila, 11 mila in meno del 2017. I contagi negli ultimi vent’anni sono diminuiti notevolmente. Questo grazie alle campagne di eradicazione svolte nei paesi in cui la mattia è endemica. Nonostante i successi nella lotta alla malattia, l’Oms tiene alta la guardia. L’attenzione rimane alta soprattutto in Africa, dove gran parte della popolazione rischia ogni giorno di contrarre la malattia. A rischiare di ammalarsi sono soprattutto donne e bambini.

Una malattia letale

Il clima tropicale e la presenza di foreste e savane, in Africa, favorisce la proliferazione delle zanzare portatrici di malaria. La difficile situazione sanitaria di molti paesi non consente una prevenzione delle principali malattie. La ricerca di vaccini, iniziata da alcuni anni si scontra con un apparato sanitario troppo povero e inefficiente. La malaria rimane oggi una delle malattie più letali dei paesi del terzo mondo.

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