Cambiamenti climatici, ci aspetta una nuova crisi alimentare

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I cambiamenti climatici sono provocati anche dal nostro modo di alimentarci e ci porteranno a una nuova crisi alimentare. Ce lo dicono gli esperti.

Mentre l’estate più calda che si ricordi ancora non si conclude, i meteorologi già parlano di un inverno 2018 da era glaciale. Alcuni esperti canadesi, lavorando su modelli matematici complessi hanno previsto temperature molto al di sotto dello zero. Un’estate tropicale da una parte e un inverno da brivido dall’altro (oramai le quasi sconosciute mezze stagioni non vengono neanche più menzionate) sono segno evidente di quei cambiamenti climatici in atto che sono all’attenzione della comunità scientifica internazionale.

Che cosa sono i cambiamenti climatici. I cambiamenti climatici sono variazioni significative delle temperature medie che si caratterizzano per l’essere persistenti nel tempo. Sempre più frequenti sono gli eventi meteorologici estremi come alluvioni, trombe d’aria, siccità.

“L’atmosfera e gli oceani si sono riscaldati, la scorta di nevi e di ghiacciai è diminuita, il livello del mare si è innalzato e la concentrazione dei gas serra è aumentata.”

Summary for Policymarkers of the 5th Report IPCC Intergovernmental Panel on Climate Change

Le cause del riscaldamento globale. I cambiamenti climatici sono alimentati dall’attività antropica: l’attività umana, in particolare quella industriale è responsabile dell’immissione in atmosfera di gas serra che trattengono il calore. Anche la deforestazione contribuisce all’innalzamento delle temperature perchè gli alberi naturalmente regolano il clima assorbendo anidride carbonica in atmosfera. Per non parlare dei gas fluorurati e della combustione di petrolio e gas.

Cambiamenti climatici e alimentazione. Esiste un legame tra riscaldamento globale e alimentazione. L’allevamento industriale di bestiame produce grandi quantità di metano proprio durante il processo di digestione dei bovini.

Secondo uno studio della FAO l’allevamento è responsabile del 18% delle emissioni globali, percentuale maggiore alle emissioni dovute ai trasporti. Il settore zootecnico sembra dunque essere coinvolto nel cambiamento climatici ma anche l’agricoltura presenta le sue criticità. Prima di diventare alimenti, le materie prime agricole vengono prodotte, lavorate, confezionate, distribuite. Tutte fasi che si svolgono a livello industriale e che producono emissioni di gas serra. Fertilizzanti organici a base di azoto minerale possono produrre emissioni di protossido di azoto.

Tutti vegetariani per salvare un pianeta messo a dura prova dal riscaldamento globale. Se pensavamo di dare un contributo a ridurre i cambiamenti climatici solo lasciando una volta in più l’auto a casa, ci sbagliavamo di grosso. E’ la dieta vegetariana a salvare il pianeta riducendo le emissioni di anidride carbonica. Marco Springmann, ricercatore all’università di Oxford, ha ipotizzato, seppur in maniera estrema, che se tutta la popolazione mondiale diventasse vegetariana entro il 2050, le emissioni dovute alla produzione di cibo diminuirebbero del 60%.

Crisi ambientale/Crisi alimentare. Se l’alimentazione ha dunque un impatto sul clima, il clima (modificato) ha un impatto sull’alimentazione. Lo dicono gli esperti. Una ricerca pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences dimostra che ci aspetta una nuova crisi alimentare derivante proprio dalle conseguenze negative sul rendimento delle colture.  In particolare sono i cereali  a essere i più colpiti. Per ogni aumento di un grado celsius corrisponde un calo del 6% nella resa del grano, del 3,2% del riso, del 7,4% del mais.

La produzione zootecnica e alimentare e in genere tutti i settori economici coinvolti nella produzione di anidride carbonica sono chiamati a forti e sostanziali processi di revisione che prevedano l’uso di energie alternative, la gestione sostenibile dei terreni e degli allevamenti, proteggere la biodiversità.

Le aree di intervento possibili devono essere sostenute dalla politica internazionale  chiamata alle sue responsabilità sul clima. Ha suscitato molte polemiche l’uscita degli USA dagli accordi di Parigi che ha preoccupato fortemente anche l’ONU, tanto che il segretario generale Antonio Guterres ha così commentato: “È fondamentale che gli Usa rimangano leader sul clima e lo sviluppo sostenibile”, sottolineando così l’importanza e il contributo strategico che ogni paese può dare per la sostenibilità mondiale.

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