Calendarizzazione ddl Zan: scontro tra Destra e PD

La discussione rimandata al 6 luglio, anche a causa delle recenti ingerenze del Vaticano.

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Calendarizzazione ddl Zan

Il disegno di legge Zan contro l’omotransfobia e l’abilismo continua a far discutere. Dopo le recenti ingerenze del Vaticano, che ha chiesto di fermare l’iter della legge in quanto questa violerebbe il Concordato Stato-Chiesa, Lega e Fratelli d’Italia hanno chiesto uno stop, almeno temporaneo. M5s, PD e Liberi e Uguali, al contrario, hanno proposto la calendarizzazione del ddl Zan in Senato entro la settimana del 13 luglio.

Che cos’è il Concordato, che rischia di rallentare la calendarizzazione del ddl Zan?

Il Concordato Stato-Chiesa, di cui tanto si è parlato negli ultimi giorni, è un documento ufficiale che regola il rapporto, appunto, tra lo Stato italiano la Chiesa cattolica. Il documento faceva già parte dei Patti Lateranensi, firmati nel 1929 da Benito Mussolini e dall’allora sottosegretario di stato Vaticano, il Cardinale Pietro Gasparri.

In particolare, il ddl Zan viola, secondo l’opionione ufficiale del Vaticano, l’articolo 2 di tale Concordato. Vi si legge infatti: “La Repubblica italiana riconosce alla Chiesa cattolica la piena libertà di svolgere la sua missione pastorale, educativa e caritativa, di evangelizzazione e di santificazione”. E ancora: “È garantita ai cattolici e alle loro associazioni e organizzazioni la piena libertà di riunione e di manifestazione del pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.

Secondo il Vaticano, il ddl Zan costituirebbe una minaccia a tale libertà di pensiero e di espressione. Il timore è quello che le opinioni dei cattolici su famiglia tradizionale e omosessualità possano diventare punibili per legge in seguito all’approvazione del ddl.

Il Concordato non viene aggiornato dal 1984. Inoltre, la richiesta di “fermare” il ddl Zan in nome di tale patto non tiene conto della laicità dello Stato italiano. Tuttavia, Lega e Fratelli d’Italia si sono schierati con il Vaticano e hanno chiesto di rimandare la calendarizzazione del ddl Zan.

Nessun accordo

Ad ogni modo, ancora nessun accordo è stato raggiunto. Il 6 luglio si voterà sulla calendarizzazione del ddl Zan. Rimane il rischio, molto alto, che la legge non venga comunque approvata, come fa notare Italia Viva.

Il ddl Zan si trova, di nuovo, in una situazione di stallo. Principalmente a causa di uno Stato che, sebbene si professi (e ufficialmente sia) laico, è ancora fortemente ancorato alle sue radici cattoliche e ne subisce l’influenza.

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