Calcio, vigilia di Champions League per la Juventus: col contagocce

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C’è talmente tanta voglia di assistere alla partita contro il Barcellona, che l’intervallo di tempo tra questa vigilia e l’incontro d’andata allo Stadium, è un pesante e logorroico conto alla rovescia, snervante quanto basta per stremare oltremodo la pazienza dei tifosi.

Da tutte le parti d’Italia ci sono cori di entusiasmo e voglia di riscatto nei confronti di un destino che ha spesso sbeffeggiato i bianconeri proprio all’ultimo giro, alla prova del nove, quando tutti gli sforzi compiuti per consacrarla campione, sono stati insufficienti, rendendo vane vittorie pur importanti, ma mai decisive.

Stavolta, però, c’è un’aria di rivoluzione, di convinzione, di apparente quiete prima della tempesta perfetta; quella che molti auspicano, e alla quale gli addetti ai lavori credono sotto traccia.

I protagonisti prima di tutto, che della sfida non stanno lasciando intravedere veramente come stanno vivendola, né come l’hanno preparata, evitando di alterare le condizioni fisiche e mentali con le quali stanno arrivandoci.

L’attesa, per loro, si è trasformata in un esercizio di yoga, di saggio dosaggio delle energie, di oculata attenzione verso ogni dettaglio e azione preparatoria, lasciando ai giornali e ai media televisivi il compito di caricare a pallettoni l’ambiente, pur sapendo di poter andare incontro ad un’inesorabile cantonata.

L’avversario di che se ne dica è pur sempre tra i peggiori da affrontare e gli scongiuri o le supposte credenze nel fato, nella cabala, nella storia, nel destino e nelle benché coraggiose certezze legate ai risultati maturati, non possono tranquillizzare del tutto l’ambiente, chiamato a due prove superlative per l’impegno tecnico e agonistico.

Perché chi crede che i campioni spagnoli siano giocatori pigri prima di tutto e giocolieri durante la partita, sbaglia di grosso, ignorando lo sforzo necessario, a certi livelli, per affermare quelle giocate che li rendono così straordinari e affascinanti quanto meravigliosi ed incantevoli dopo le loro vittorie.

“Orsù, dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi i tuoi occhi misericordiosi e donaci il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria”.

Questa preghiera può senz’altro contribuire molto più di tante chiacchiere, evitando di pensare troppo banalmente che per compiere un’impresa basti solo la forza terrena.

Sarà meglio, perciò, che tutti dedichino un breve momento per lo sforzo di domani sera, senza paura e la giustezza di un sano ottimismo: da prendere però col contagocce…

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