Che in Inghilterra il clima sia sempre nuvoloso è risaputo, soprattutto quando club come il Manchester United ed il Chelsea fanno qualche passaggio a vuoto.

Chi non sbaglia, anzi pare voglia sbaragliare la concorrenza è l’altra metà di Manchester, che in panchina ha Guardiola, e in testa l’idea di vincere tutto in questa stagione.

E, considerando com’è iniziata, pare davvero la volta giusta, perché il City sembra maturo al punto giusto per alzare trofei e molto meno la voce.

Gli isterismi di Conte e Mourinho, in realtà, non sono mai appartenuti al tecnico catalano, che in carriera ha sempre preferito far parlare i risultati del campo, anche se nelle ultime annate i suoi sforzi non hanno ricavato molto più di quello che ci si attendesse dal suo lavoro.

I trofei a Monaco di Baviera non hanno lasciato il segno più di tanto, perché da quelle parti si attendevano una consacrazione a livello internazionale proprio in virtù della grande riconoscenza tecnico-tattica, che l’ha sempre caratterizzato in carriera.

E invece, pur avendo vinto tutto in Germania, la sua avventura si è fermata alla semifinale 2016 con l’Atletico Madrid del Cholo Simeone, sentenziando la conclusione del suo ciclo tedesco.

Sono tre le semifinali di Champions raggiunte e tre le altrettante eliminazioni contro le “sue” avversarie spagnole: Real Madrid, Barcellona e Atletico Madrid.

Delusioni per le quali si è trasferito in Inghilterra cercando le stesse emozioni condivise con i blaugrana, che l’hanno incoronato come l’allenatore più preparato d’Europa.

Un titolo che finora, ad eccezione dell’esperienza col Barca, non ha riproposto altre leggendarie vittorie, anche se nella city di Manchester la sensazione è che proprio lui, piuttosto che l’italiano o il portoghese, sia il principale candidato ad aggiudicarsi la coppa dalle grandi orecchie.

Per ora può almeno consolarsi con il primato in classifica in Premier League, prima di prepararsi al meglio per la fase finale della stagione, dove Chelsea e United potrebbero sfidarlo fatalmente dagli ottavi in poi.

E se il proverbio di solito non sbaglia, quest’anno Pep e i suoi sono davvero molto più convincenti rispetto a tutti gli altri: ovviamente, Conte e Mourinho permettendo.

 

 

 

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