Calcio, super sfida tra Real e Bayer in Champions League: sesto senso

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Non è chiaro chi mente e quanto ci sia di vero nelle dichiarazioni di alcuni dei protagonisti che scenderanno in campo domani al Santiago Bernabeu, ma le parole di Ancelotti e Zidane lasciano pensare che la partita sia già iniziata, con scenari chiari solo a loro ed esiti decisamente incerti per tutto il resto del mondo.

L’ottimismo è il profumo della vita, e questo l’abbiamo capito molto tempo fa quando uno spot pubblicitario ce l’ha inculcato fino a farcene una ragione, ma nelle more delle conferenze stampa dei rispettivi tecnici di Bayer e Real c’è un pò puzza di bruciato, perché qualcuno parla in un senso e i giocatori in un altro, pur essendo gli uni allenatori e gli altri i giocatori della stessa squadra.

Anche perché se le premesse sono: “è vero che il Real segna sempre al Bernabeu, ma prende anche spesso gol”, i dubbi rimangono eccome e non sarà certamente quest’ultima battuta a togliergli.

Perché Re Carlo ha alzato decisamente l’asticella con la brutta sconfitta interna di Monaco, perdendo la prima battaglia e chissà cos’altro, poiché le conseguenze nervose che possono derivarne si vedranno proprio al Bernabeu, dove lui ha vissuto due anni di vittorie, ma il suo rivale lo sa benissimo, avendoci lavorato assieme, e forse, nel frattempo, l’ha capito talmente bene che, dopo il primo (la gara d’andata) potrebbe mangiare anche il secondo, alla faccia del maestro.

Tra l’altro, Zidane, nel commentare la situazione generale dei suoi uomini ha rispolverato una massima che mette tutti d’accordo e cioè: “non ci sono segreti nel calcio”, quasi a dire che è inutile aggiungere altro a contenuti già ben chiari e tangibili.

Certo, ha ragione da vendere, una ha bisogno di vincere e l’altra, che gioca in casa, potrebbe anche permettersi di rinunciarci, il che complica lo spartito di una gara che sarà impostata all’attacco dal primo all’ultimo minuto, sempre che, come ha ricordato lo stesso Ancelotti, non venga assassinata da qualche goal di rapina di Ronaldo e compagni.

Il problema è che la conferenza del francese non è servita a far intendere veramente niente sulle scelte degli uomini, protraendo i dubbi e l’attesa su che squadra si vedrà all’opera.

Domani, in attesa del big match, andranno in scena gli altri allenatori e, probabilmente, l’atteggiamento sarà pressoché identico; pretattica, incertezza, verifiche, dubbi, saranno alla base degli argomenti in sala stampa; però, se tutto può nascondersi, gli occhi, generalmente, non mentono mai e perlomeno oggi, quelli di Ancelotti e Zidane, hanno detto molto più di mille parole.

 

 

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