Calcio, stracittadina a Milano: tra coloni e coloniali

0
369

Ormai è ufficiale: il derby di Milano ha solo le origini geografiche delle loro rappresentanti, ma di fatto è e sarà parte integrante dei nuovi padroni di questo pezzo del vecchio continente, sempre più in mano ai suoi colonizzatori.

Tutto è pronto a San Siro, per celebrare chissà come, se non con il consueto pienone, la festa dell’Inter e del Milan, che avranno entrambe in tribuna d’onore, per la prima volta dopo più di un secolo, invece dei tradizionali imprenditori milanesi, persone nuove e protagonisti asiatici delle prossime sfide.

Intorno, oltre a migliaia di nostalgici della gloriosa storia dei club, si schiereranno coloni, già insediati nelle zone nevralgiche dell’economia reale della città, e coloniali in qualità di spettatori invitati al banchetto per la prima alla scala del calcio.

Nel mezzo ciò che rimane di un’Europa medio-alta e parte del sudamerica, con valori tecnici tutt’altro che di primo livello, ma confortati da una mediocrità generale che premia ancora la passione per questo sport meraviglioso.

Proprio per questo, fortunatamente, tutti, lombardi, tifosi provenienti da altre realtà, e i cinesi integratisi nel corso della colonizzazione, parteciperanno all’abbuffata di spettacolo che andrà in scena prima e durante la gara, armonizzando il relativo dispiacere per il cambio di proprietà e una provvidenza manzoniana, che lascia comunque uno spiraglio per sperare in una rinascita della città e del ruolo internazionale delle due squadre in campo.

Da una parte ci sarà mister Zhang, conosciuto in gran parte nel territorio asiatico e in quello mondiale in generale, dall’altra i Mr. Li, meno visibili in Cina, ma protagonisti di un’impresa finanziaria per rilevare i club di via Turati.

Forse, tutti insieme, appassionatamente, faranno un pò come i Romani all’epoca della costruzione del loro impero, cercando di prelevare i figli di queste terre, per evitare ribellioni, favorendo una sana mescolanza che regoli quella necessaria convivenza per gestire gli umori delle piazze e dei club che hanno appena conquistato.

E così vedremo in tribuna nuovi dirigenti, italiani e cinesi, accompagnati dalle loro mogli o compagne, che per l’occasione indosseranno gemme preziose come la Giada e perle del fiume Songhua, magari della dinastia Han, invece delle più comuni ambra Germanica, Romena, Siciliana o della Birmania.

Zhang e Li come Moratti e Berlusconi; due mondi diversi, a capo di famiglie diverse, con storie diverse e futuri diversi, che ripartono da Milano, rinnovando l’impegno per proseguire degnamente quanto fatto sinora: nel bene e nella cattiva sorte, dalla Cina con furore…

 

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here