Calcio, Spalletti vorrebbe tenere tutti o quasi: ed è l’unico a crederci

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Dall’inizio del calciomercato in pochi avrebbero pronosticato così poche cessioni di giocatori considerati già esclusi dal progetto tecnico di Spalletti.

Si è sempre detto che i vari Brozovic, Perisic, Eder, Joao Mario, Kondogbia, Murillo, Jovetic, ecc, avrebbero fatto da subito le valigie, per trasferirsi in altri club.

Oggi, a distanza di due mesi, l’idea che costoro rappresentino in toto l’Inter è ancora una fantasia ricorrente, ma stando ai fatti è la verità nascosta.

Queste amichevoli estive, dopo un raduno a Riscone di Brunico nel quale i giocatori hanno conosciuto il nuovo allenatore, stanno dando indicazioni maggiori di quelle che ci si poteva aspettare.

Un ordine tangibile, una concentrazione maggiore, una disponibilità concreta, una convinzione acclarata, una personalità scoperta.

Ciò non significa che i nerazzurri vinceranno il titolo, ovvio, ma confermano una teoria, riconosciuta da pochi, tra cui il sottoscritto, che il miglioramento dell’organico sarebbe stato ottenuto valorizzando l’atteggiamento di quelli già in rosa.

Chiaramente giocatori come Borja Valero, Skriniar o Vecino, che sta per unirsi ai suoi nuovi compagni, contribuiscono a dare più solidità alla manovra, ma il risultato davvero evidente è un amalgama differente rispetto alla scorsa stagione.

Si vede che il precampionato si sta affrontando con lo spirito giusto, perfezionando certi movimenti e alcune giocate, cercando di rispettare le indicazioni tattiche di Spalletti, che sta constatando tutto ciò e sta augurandosi di proseguire in questa direzione.

L’Inter riparte da un settimo posto ed ha di fronte una montagna di punti da scalare, pur partendo da zero in classifica come le altre; però si vede che il ruolo da scalatore lo sta imparando in fretta, restituendo proprio quel coraggio di credere nei propri mezzi e una voglia ritrovata di giocare per vincere.

Contro il Bayer, la squadra ha migliorato la prestazione fatta precedentemente col Lione, confermando i passi in avanti già evidenziati; e, non a caso, proprio dopo questo successo, i giocatori stanno credendo sempre più veementemente al loro mister, dispensando parole di coesione e appartenenza al gruppo.

Spiccano su tutte quelle di D’Ambrosio ed Eder, non esattamente due titolarissimi, ma a queste si sono presto aggiunte quelle di Kondogbia, Gabigol e Joao Mario.

Calciatori stimati dal tecnico di Certaldo che, ai cori di gratificazione per il lavoro svolto fino ad oggi, ha voluto ribadire il vero obiettivo: ritrovare le loro capacità, alle quali il mercato potrebbe solo contribuire parzialmente a migliorarle.

Questa Inter non è altro che quella passata, con una maglia nerazzurra, più o meno gli stessi giocatori ed un nuovo allenatore: l’unico a capire che doveva recuperarli e l’unico a crederci davvero.

Mentre tutti si preoccupano di aver perso Conte, Naingoolan, Di Maria o Sanchez, Suning, Spalletti e i giocatori pensano di aver trovato un tesoro: tutti loro, messi insieme.

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