I successi in sequenza di Verona e Frosinone rischiano di scongiurare il mini torneo dei Play Off, essendo dieci i punti che dividono in classifica la terza e la quarta, il Perugia, a due turni dal termine della stagione regolare.

Analizzando brevemente questo risultato la considerazione più ovvia è che le tre squadre al vertice, probabilmente, meriterebbero la promozione diretta, perché tutte le altre grandi piazze, che in estate avevano provato ad allestire formazioni più competitive, hanno poi complessivamente deluso l’aspettativa di regalarsi almeno la soddisfazione di volerci provare.

Viceversa, Spal, Verona e Frosinone hanno confermato un assetto tattico e una forza mentale con la quale hanno reagito anche nei momenti di difficoltà incontrati durante tutto il campionato.

Gli scaligeri e i laziali venivano da una retrocessione ed erano sicuramente più attrezzati per proseguire un ciclo vincente nel torneo cadetto, ma gli spallini si sono veramente superati dimostrando un’organizzazione tattica e valori tecnici meritevoli intanto della categoria con cui si sono misurati, in attesa di nuove sfide nella massima serie.

Progetti diversi, delineati con strategie differenti, ma con l’unico obiettivo di conservare, l’anno prossimo, il massimo livello nazionale di confronto calcistico, come abilmente il Chievo ha fatto tanti anni or sono, mantenendo stabilmente quello standard societario che gli vale la costante permanenza in serie A.

Logicamente tutte e tre evitano, per ora, di parlare della promozione, ma a giudicare da ciò che si è visto in campo, un po’ tutti, giustamente, se lo augurano di cuore.

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