Calcio, Schick parla del suo momento e straparla del suo fututro: veggenze

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“Spero di potermi trasferire tra qualche anno in un club ancora migliore, dove sarò pagato ancora meglio. E’ una motivazione che mi ha sempre aiutato molto. Dove? Non credo di poter andare molto più in alto di così. Ma forse restano due, tre club… diciamo Real Madrid, Barcellona o Manchester United”.

Il punto non è credere nei propri sogni, che è legittimo e auspicabile da ogni calciatore, ma è farlo senza pronunciarsi avventatamente, e comunque al momento più opportuno.

Real Madrid, Barcellona e Manchester United non sono club dove possono andare calciatori qualsiasi, come, fino a prova contraria, lui è l’esempio più calzante attualmente.

Per meritare maglie così gloriose bisogna davvero farne tanta di strada; e stipendi più alti di quello che prende alla Roma forse potrebbe non vederne per il resto della sua carriera.

La tendenza a sublimarsi è una moda infelice che riguarda tanti calciatori del panorama europeo, con risultati spesso deludenti e battute d’arresto che poi cancellano anche quel poco di buono fatto in campo.

Coutinho ha sognato a lungo il Barcellona in estate ed ora pare siano pochi a parlarne con una certa frequenza.

Balotelli, poi, è stato l’esempio più emblematico di questo fastidioso siparietto teatrale.

Il bravo attaccante ceco farebbe bene a riprendersi seriamente dall’inizio sfortunato di questa stagione e farebbe ancora meglio a tacere, cercando di rispondere sul campo d’allenamento prima ancora di pensare alla maglia da titolare.

Edin Dzeko, classe 1986, 31 anni suonati, in campo, agli avversari, le ha suonate di santa ragione, a suon di goal, non a chiacchiere.

Perciò caro Patrick tutti ti augurano di poterti trasferire un giorno in club così prestigiosi, ma sappi che se le premesse son queste, quel giorno è molto, molto lontano.

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