Dopo aver avuto qualche discussione poco simpatica con il tecnico livornese, Sacchi pare essersi convinto definitivamente che la Juventus sia la squadra da battere e il Real quella che proverà a farlo.

Però non tutti la pensano allo stesso modo, anche perché in campioni in carica sono loro e, come la Juventus, hanno già conquistato la Liga e la finalissima di Champions League, superando il Bayer Monaco, che a detta di tutti era considerata la vincente di questa edizione.

Un confronto che evidentemente per il guru di Fusignano favorirà i bianconeri più che le merengues, anche perché crede che Allegri in questa stagione “ha dimostrato di avere qualità enormi, l’ho sempre ammirato. Un allenatore può fare molto ma il club e la squadra viene sempre prima del singolo”.

Parole al miele che arrivano dopo vittorie importanti in Italia e negli ultimi due turni eliminatori di Champions League contro il Barcellona di Luis Erique ed il Monaco di Jardim.

Squadre che hanno dovuto inchinarsi all’organizzazione tattica juventina e all’encomiabile lavoro di alcuni interpreti risultati determinanti per il raggiungimento della finale di Cardiff.

E’ pur vero però che le prestazioni delle due rivali nel doppio confronto non è stata delle migliori; soprattutto i blaugrana hanno mostrato un livello tecnico insolitamente inefficace al cospetto di una squadra che aveva idee molto chiare e sapeva benissimo come affrontarli.

Messi e compagni sono sembrati arrivare impreparati alle due gare, evidenziando poco carattere e un’inedita disponibilità al sacrificio.

Allegri e i suoi calciatori hanno sbranato prima i catalani e poi i monegaschi senza lasciare scampo e un briciolo di speranze di qualificazione, meritando gli onori professati con enfasi da tutta Europa.

Sacchi, giustamente, si unisce al coro di chi li ha potuti ammirare in questa stagione meravigliosa, ma forse ha una conoscenza del Real poco approfondita nonostante il suo trascorso con i blancos.

Un conto è la stima, altro è dire che sia la più forte di tutte, perché lui, che la Champions l’ha vinta con merito, quel sentimento ha dovuto guadagnarselo alzandola al cielo, ed il tre giugno, se ciò non dovesse succedere alla Juve, potrebbe davvero deluderlo, e deluderci.

 

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