Anche James Pallotta l’ha sparata grossa avvalorando le parole dell’allenatore giallorosso sul mancato utilizzo di Totti alla scala del calcio contro il Milan.

Una difesa contraria a buona parte del mondo romanista, che l’indomani della partita giocata a San Siro, ha rimproverato a Luciano Spalletti l’imperizia di aver ignorato il proprio capitano, per un ingresso più che mai meritato prima del suo addio al calcio giocato.

“È stato bello vedere i tifosi del Milan applaudire la sua mostruosa classe, ma l’allenatore deve pensare prima alla squadra e ha fatto il cambio giusto perché stiamo lottando per la Champions. E se avesse messo Totti gli ultimi minuti qualcuno avrebbe detto che non sarebbe stato rispettoso”. Sul futuro del tecnico: “Se va via è colpa dei media”.

A tal proposito ha anche rincarato la dose dichiarando: “Non potrei biasimarlo se dovesse lasciare la Roma, perché i media scrivono sciocchezze ogni settimana”. Aspettate la fine della stagione perché avrò molto da dire, vi racconterò tutta la storia”.

Sostanzialmente le sue parole si sono accostate a quelle di Spalletti, anteponendosi ad una stampa sempre troppo stucchevole nei confronti dell’ambiente e del tecnico, con le quali ha voluto difenderlo da una sequela di critiche piovute con discreta regolarità nei suoi confronti, e della società, per la gestione del caso Totti più di ogni altra.

Una versione che si traduce in una spaccatura che avrebbe impedito alla squadra di liberarsi mentalmente da una dipendenza psicotropa del suo capitano, nonché Re indiscusso.

C’è addirittura chi pensa che, anche nei panni di dirigente, potrebbe continuare a condizionare le prestazioni della squadra creando le stesse difficoltà manifestate fino ad oggi.

Qui, però, qualcuno non ricorda che senza Totti, la Roma, neanche quest’anno avrebbe partecipato alle coppe europee e che senza Totti, infatti, sono usciti subito nel preliminare di Champions e nei quarti di finale di Europa League col Lione.

Su questi risultati Spalletti ci ha messo la faccia e le critiche non sono mancate; però, se anche ieri, davanti alle telecamere, si è permesso il lusso di azzardare che se tornasse indietro non tornerebbe alla Roma, allora l’allenatore ha capito che quella piazza, secondo lui, ha problemi che ritiene più gravi di quelli che aveva ipotizzato prima di tornare a Trigoria.

Questa valutazione è sostenuta da molti, ma non da tutti, perché il tecnico è bravo e il club è comunque al secondo posto in classifica, ma lui e la Roma, che piaccia o no, sono responsabili degli errori gravi che hanno compiuto, fallendo per l’ennesima stagione un traguardo in Europa League ampiamente alla portata.

Se è pur vero che il piazzamento in Champions League salva in parte il suo operato, chi deve giudicarlo ha il diritto sacrosanto di pretendere molto di più, perché in un momento in cui Milano è assente e in Europa, quest’anno, c’era solo il Manchester al loro livello, tocca assistere nuovamente alle solite partite settimanali, dove addirittura lui e il suo staff hanno il timore che Totti possa concedersi qualche minuto a San Siro.

 

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