In questo decennio la Roma, guidata a lungo da Spalletti e, per alcune stagioni, da personaggi di passaggio come Zeman e Garcia, ha difeso abbastanza abilmente i confini del proprio impero, riuscendo, talvolta, anche a conquistare piccole porzioni del continente europeo grazie all’immenso talento di Totti ed altri senatori influenti come De Rossi.

Ma il 2017 può essere l’anno che annovererà negli annali una possibile caduta dell’impero e dei suoi autorevoli generali.

E’ ovvio che sarà il campo a certificare l’eventuale insuccesso di questa squadra, ma gli avvicendamenti in panchina e in società non lasciano presagire segnali di forza e floridezza economica tali da ritenere salvo il terreno conquistato.

Le manovre di mercato che stanno sviluppandosi in questi giorni evidenziano abbastanza palesemente un’interpretazione differente della gestione tecnica dell’organico, sollevando un dubbio frequente sulla politica scelta dalla società per puntellare il secondo club dello scorso campionato di Serie A.

Manolas, Paredes, Salah, sono giocatori importanti, che hanno contribuito sostanzialmente alla qualificazione in Champions League, senza i quali appare complicato poter centrare altri risultati significativi.

Se a questi, poi, si aggiungono altre potenziali cessioni, legate ad esempio a Rudiger e Nainggolan, questo approfondimento risponde già chiaramente ad una probabilissima debacle nella prossima stagione.

I giocatori venduti hanno rimpinzato notevolmente le casse del club giallorosso, ma hanno fatto capire ai barbari che Roma non è più così sicura e che il suo l’impero, difeso per X anni, sta cominciando a scricchiolare.

Le incertezze dello spogliatoio manifestate nelle gare più importanti delle competizioni precedenti hanno spianato la strada ad un cambio di direzione tecnica, che gli “stati confinanti” potrebbero interpretare come l’occasione favorevole per impossessarsi dei suoi punti.

Se veramente saranno perfezionate alcune delle cessioni più eccellenti e, soprattutto, non arriveranno sostituti all’altezza (H. Moreno, Berardi, Gonalons, Karsdorp, Pellegrini, Jovetic) anche il pur bravo Di Francesco potrà fare poco dinanzi a barbari affamati di gloria e terreni preziosi.

Quest’anno il campionato consentirà finalmente di avere la terza classificata qualificata direttamente alla fase a gironi della Champions League; ciò significa che le battaglie non saranno più soltanto ai confini dell’impero, ma nel cuore di Trigoria e della città eterna.

 

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