“La Roma non è un supermercato, Rudiger resta con noi”.

Queste sono le parole pronunciate da Monchi durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico Di Francesco, che oggi, a distanza di pochi giorni, sembrano già storia vecchia e per nulla incontrovertibile rispetto alle imminenti dinamiche di mercato.

Infatti, nell’intervallo di tempo tra l’incarico all’allenatore e le recentissime trattative con lo Zenit, è trascorso quello necessario per capire le tipologie di acquisti e l’inevitabile scomposizione dell’architrave organica della squadra.

Un periodo che ha delineato le scelte futuribili e l’indirizzo tecnico su cui è orientato il nuovo corso societario che, di fronte alla necessità di recuperare capitali fondamentali per la gestione amministrativa del club, ha iniziato a fare i conti per bene e celermente.

Non a caso, dopo il mancato perfezionamento dell’accordo per la cessione di Manolas,   ecco subito intavolarsi quella per Rudiger con il Chelsea, confermando il bisogno di soddisfare le esigenze di bilancio e, a questo punto, di Pallotta.

Evidentemente la coperta utilizzata fino all’ultima stagione è troppo corta e necessita di un intervento veloce e preciso, riuscendo, però, parallelamente, a ricavare il massimo risultato.

Lavoro che spetterà all’ex tecnico del Sassuolo, che non avrà a disposizione quasi sicuramente alcuni dei giocatori più importanti, ma avrà la maturità ottenuta in questi anni per dimostrare le sue capacità in panchina.

La bravura tattica esibita durante la sua ultima esperienza coi neroverdi è un ottimo passaporto per confermarsi a certi livelli, anche se, che piaccia o no, la Roma è un’altra cosa, un’altra avventura, un’altra storia e una chimera da abbattere.

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