Calcio: perbenismo in overdose

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Esistono fabbri, macellai, avvocati, banchieri, imprenditori e poi anche gli arbitri e la Juventus. Tutti provano a fare il loro mestiere degnamente; qualcuno ci riesce benino, qualcun’altro meno: loro sempre meglio di tutti, perché se è evidente la qualità oggettiva delle categorie che rappresentano, non lo è altrettanto per ciò che dimostrano in campo e a volte anche fuori.

Dopo aver sviscerato per anni dossier, inchieste ed eterne polemiche, la lezione non è ancora stata imparata e con la nonchalance di chi ritiene intrinseca la virtù dell’onesta intellettuale, imperterrita persevera nell’atteggiamento perbenista, condizionando gravemente tanto l’aspetto sportivo quanto quello mediatico.

Non è questione di errori, né tantomeno di malafede, ma di buon senso che, nonostante l’esperienza di entrambe i soggetti giuridici, non è riuscita ad evitare ennesime situazioni antipatiche, utili solo ad alimentare malumori e sdegno per i rispettivi interpreti.

I bianconeri sono e saranno sempre una grandissima squadra, sicuramente la più titolata d’Italia; ciò che però non avranno mai è il crisma della purezza sportiva, che nasce soltanto attraverso l’umiltà e magari qualche sonora sconfitta.

La partita giocata con il Milan avrebbe potuto offrire tantissimi spunti di carattere tecnico e tattico e invece non ha fatto altro che riaffiorare sentimenti sopiti nell’anima delle migliaia di persone che l’hanno vista concludersi allo stesso modo.

Sono questi i limiti che impediscono alla Juve di maturare definitivamente in Europa e sono queste le vittorie di Pirro che non la consacreranno a certi livelli.

Fortunatamente, da Antoine-Laurent de Lavoisier, chimico, biologo, filosofo ed economista francese del 1700, abbiamo imparato che il cambiamento è ineludibile, inarrestabile.

Il corpo, le relazioni affettive, tutto cambia perché nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.

Ecco perché, dopo aver assistito ancora una volta alla gestione sconsiderata dalla gara, possiamo credere che finalmente arbitri e Juve promuoveranno a pieni voti l’avvento del VAR, trasformando definitivamente gli insulti in olio di gomito.

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