Il sommo poeta, nel terzo canto dell’inferno, una traduzione di tale condotta l’attribuiva agli “ignavi”, coloro, cioè, che non avevano mai preso una decisione; analogo è il riferimento a Pallotta, ignaro delle dinamiche societarie del Milan e del tutto ignavo rispetto alle sue; finora labili, fugaci e apparentemente tiepide, come chi crede di speculare risultati sportivi pur senza investire come gli altri.

La pacchia, caro presidente, è finita e i sermoni agli altri capi famiglia sarebbe meglio evitarli, perché i rossoneri hanno molto da perdere, ma partono da più lontano e possono concretamente migliorare; mentre i giallorossi ripartono dal secondo posto e fra un anno potrebbero ritrovarsi al sesto: praticamente lo stesso del Milan dell’anno scorso.

La società di via Turati è stata acquistata da soggetti cinesi (i mister LI), grazie ad un accordo ben preciso con il fondo ELLIOT, creditore, a tassi d’interesse onerosissimi, dei soldi prestati.

Un’operazione rischiosissima, con la quale la nuova proprietà sta si facendo il passo più lungo della gamba, ma con le stesse responsabilità che tanti altri imprenditori fanno in un pò tutti i settori economici.

E’ ovvio che gli investimenti lascino di stucco gli operatori del mercato, ma Pallotta dovrebbe semplicemente informarsi meglio prima di sparare a zero sulle strategie di altri club.

“Non ho idea di cosa stia succedendo. Non ha senso. Non hanno i soldi in primo luogo per comprare la squadra, visto che hanno preso 300 milioni in prestito da persone che conosco a Londra, a un interesse piuttosto alto. E ora stanno spendendo ma la pagheranno”.

Pagheranno è sicuro, perché il debito c’è ed è fin troppo evidente, ma se andasse a vedere quelli contratti da tanti altri club in giro per l’Europa, farebbe a meno di sorprendersi.

Probabilmente il numero uno della Roma è rimasto scottato dalla trattativa Kessi, soffiato proprio dal Milan per una cifra superiore a quella inizialmente stipulata dalla Roma con l’Atalanta.

E la tensione accumulata per quella vicenda sta esplodendo attraverso le dichiarazioni rilasciate a SiriusXM FC; però Fassone e Mirabelli sono due abili dirigenti che il Milan, non a caso, ha scelto per rilanciare la squadra; tant’è che le operazioni definite finora stanno a dimostrarlo.

Pallotta, contrariamente alla politica di gestione della Roma, si è affidato a Monchi, bravissimo con il Siviglia e, in prospettiva, dirigente congeniale per i piani del club romanista, ma poiché nel calcio sono i risultati a determinare le sorti di ogni azione, attendiamo impazienti di vederlo all’opera, per trarre le dovute conclusioni.

La testa, purtroppo, deve averla persa lui per qualche screzio di mercato, ma sarebbe opportuno la rimettesse subito a posto, per vedere meglio ciò che sta accadendo e sentire bene ciò che sta argomentando, perché il campionato è vicino e il Milan ha già guadagnato l’accesso ai gironi dell’Europa League.

La Roma inizierà ad agosto la serie A e a settembre la Champions League: tanti auguri Pallota, perché se è vero che lei non saprà cosa succederà ai rossoneri in caso di fallimento sportivo, i tifosi giallorossi sanno benissimo cosa Le accadrà se anche la Roma dovesse sbagliare stagione: un inferno dantesco, col diavolo sul collo.

 

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