Calcio, Neymar coi nervi tesi in allenamento: ah, felicità…

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Brevi righe del testo di Lucio Dalla aiuterebbero Neymar ad interrogarsi sul destino del suo nervosismo.

L’immenso cantautore bolognese scriveva e professava: “se tutte le stelle del mondo 
a un certo momento venissero giù tutta una serie di astri di polvere bianca scaricata dal cielo ma il cielo senza i suoi occhi non brillerebbe più se tutta la gente del mondo senza nessuna ragione alzasse la testa e volasse su senza il loro casino quel doloroso rumore 
la terra povero cuore non batterebbe più”.

Stralcio di parole magiche, di un mondo magico, inserite nel testo per far riflettere attentamente sul significato della felicità.

Sentimento contrastante che il “povero” calciatore non può comprendere, perché appartenente ad un altro mondo, ben differente, fatto di gloria, di denaro, di affari complicati, che impediscono di chiedersi qual è il senso autentico della felicità.

La stragrande ricchezza offertagli dal suo attuale contratto e da quelli che potrebbe sottoscrivere lo allontanano certamente dalle straordinarie figure retoriche utilizzate dal cantante per parlare dell’argomento.

Le immagini della sua quotidianità non possono distoglierlo dal pensiero che ben altre, come quelle di Semedo forse, nuovo acquisto blaugrana e molto più sensibile di lui, ha riflesse nella sua mente.

E quello scontro con quest’ultimo deve averlo distratto moltissimo dal giochino che lo diverte tutto il giorno, al punto da renderlo infelice.

Semedo, chissà, con quel contrasto potrebbe averlo svegliato e, il brasiliano, potrebbe essersi accorto che il mondo reale è ben altro.

In ogni caso la felicità del fuoriclasse e di chi gli sta intorno è paradossalmente più simile a quella di Dalla, che cerca di liberarsi per attraversare un mare medioevale guardando contro un drago strabico pur non essendocene di draghi baby, che alla sua, che parla con Al Khelaifi del contratto, senza chiedersi il motivo della scelta, giocando a calcio al Camp Nou.

Attento però caro Neymar, fai presto a firmare, perché come Dalla suggerisce e sa benissimo la felicità passerà, come sempre in fretta e non si fermerà.

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