Calcio, nervi tesi a Parigi tra O Ney e Cavani: molti calci e poco rigore

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Troppi galli nel pollaio del Psg al punto che un banale calcio di rigore ha rischiato di scatenare una rissa tra il brasiliano e l’uruguaiano.

Storie di spogliatoio svelate dal quotidiano francese l’Equipe, vicino alle vicende parigine, che spiegano chiaramente il clima sul club di Al Khelaifi, scatenato in estate con gli acquisti milionari di Neymar e Mbappé e forse un pò preoccupato per l’attuale situazione dello spogliatoio.

In verità, questo, è solo l’ultimo di una lunga serie di episodi, della storia recente e passata, che hanno interessato tanti campioni del calcio militanti nella stessa squadra.

Battibecchi che hanno fatto le fortune dei club o, in alcuni casi, fatto maledire il giorno dell’acquisto di certi giocatori, a volte poco inclini al rispetto reciproco dei ruoli e poco avvezzi ad accettare regole di convivenza comune in campo.

Considerando che il confronto, stavolta, è tra due sudamericani, c’è da giurare che lo scontro sia appena iniziato, anche perché la stagione è lunga e calci di rigore ai parigini ne verranno assegnati molti altri, riproponendo lo stesso problema e, chissà, analoghe pretese.

Quelle stesse che il presidente qatariota rivendica per la vittoria della Ligue 1 e della Champions League, decisamente meno interessato alle liti personali.

Se a queste discussioni veementi tra i calciatori, si aggiunge anche il fatto che l’UEFA sta monitorando attentamente le dinamiche di mercato oggetto dell’ultima sessione estiva, caratterizzata dalle questioni contrattuali tra Neymar e il Barcellona e tra il Psg e il Fair Play Finanziario, allora il clima già denso di tensione, potrebbe perturbare ancor più la squadra, facendo precipitare una pioggia incessante di critiche e dissapori, che rischierebbero di far annegare tutti più precocemente di quanto si possa immaginare.

In ogni caso l’augurio per O Ney e tutti loro è proprio di riuscire a superare quei contrasti che oggi emergono dai retroscena giornalistici, perché altrimenti Parigi tornerebbe ad essere una succursale del calcio francese ed una chimera europea.

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