Non è chiaro se alcune dichiarazioni rilasciate da allenatori e addetti ai lavori siano fuorvianti, provocatorie, o semplicemente aberranti, perché le ultime di Sacchi e di Del Neri sembrano essere due poli di una pila che alimentano discussioni più o meno sensate.

Da un lato un guru del calcio italiano ha rivolto delle critiche alla Nazionale maggiore, e più precisamente a Ventura, per la bontà delle scelte legate allo schieramento tattico, mentre dall’altra l’allenatore friulano ha deliberatamente dichiarato che il Barcellona, prossimo avversario della Juventus di Allegri, abbia solo l’1% di possibilità di qualificarsi alla semifinale della Champions League.

E’ clamoroso come il senso critico sia condizionato da pareri che schiantano o confortano le vedute di situazioni così complesse e per niente semplici da comprendere allo stato attuale.

Sicuramente è possibile ipotizzare che sia i ragazzi di Ventura che i campioni bianconeri avranno molte difficoltà a raggiungere quei risultati tanto ambiti, ma pensare fermamente che ci siano orrori o capolavori è quantomeno paradossale.

Ha fatto bene Ventura a sottolineare le prestazioni di quell’Italia del 1994, che miracolosamente riuscì ad arrivare in finale e farebbe bene Del Neri a ricordare alcune sue esperienze fallimentari che lo hanno accompagnato nel corso della sua carriera.

Lo spettro dei ricordi infelici dovrebbe semmai aiutare a rivedere alcune posizioni critiche piuttosto che alterare convinzioni azzardatamente maturate e in apparenza comunque non così scontate.

Al mister genovese, in questo momento, non c’è molto da rimproverare, forse solo il coraggio di credere nelle sue idee e nella volontà di modificare una gestione tecnica dell’ambiente, che senz’altro è ancora acerba, ma che presto potrebbe dare frutti prelibati.

Viceversa, l’imbattibile Juventus è chiamata ad una prova di grande maturità, alla quale più che valutazioni affrettate, occorrerebbe modestia e rispetto per l’avversario, anche perché se la difesa di Allegri può contare su autentici leader, i blaugrana, d’altro canto, godono della straordinaria qualità realizzativa, che il tecnico dell’Udinese pare abbia incomprensibilmente ignorato.

Allora aspettiamo quei giorni prima di sbilanciarci in giudizi perentori e nel frattempo preghiamo tutti insieme in doveroso silenzio.

 

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