Calcio, Nazionale: lectio magistralis

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La cena dei ragazzi di Ventura, immortalata nella foto di gruppo, serve un assist magnifico per rimarcare la lungimirante costruzione tecnica della squadra, che in campo, venerdì sera contro l’Albania, ha verosimilmente già evidenziato tutti gli ingredienti necessari per insidiare le favorite più rappresentative del prossimo mondiale Russo.

Un progetto che avrebbe voluto avviare il suo predecessore Antonio Conte, ma che non ha avuto la fortuna di portare a compimento per mancanza di giocatori congeniali allo sviluppo della manovra nel suo celebre 4-2-4.

L’esplosione repentina di alcuni validissimi interpreti di centrocampo e delle corsie esterne, stanno però stravolgendo la retorica tattica adottata nel corso di questo decennio, evolvendo posizionamenti in campo, decisamente più moderni, che consentono di riconoscerne al suo mentore i meriti per aver voluto puntare profondamente nel suo credo calcistico.

Contrariamente a ciò che è stato fotografato dalla cronaca della gara di Palermo, l’idea di offendere piuttosto che difendere non è sufficientemente compresa dai saggi cultori della fase difensiva, che ritengono imprudente il rischio di lasciare zone di campo scoperte in fase di ripartenza avversaria, rispetto ad un avventato schieramento a trazione anteriore.

Ma il calcio si basa prevalentemente sulle qualità tecniche, fisiche e mentali, per le quali questo insieme di uomini pare sia abilitato perfettamente e grazie ai quali questo modulo potrebbe concretamente prevalere sui rischi che correrebbero.

Gli sguardi di Ventura durante e dopo la gara con l’Albania, inducono a riflettere seriamente che abbia trovato con arguzia la quadratura del cerchio, forse per caso e proprio in virtù della favorevole combinazione di particolari calciatori che si sono messi in evidenza recentemente.

Se così fosse, considerando che buona parte del dettame tattico sta delineandosi naturalmente, consegnerebbe al mondo intero una delle poche squadre che, come il Brasile di Pelè degli anni 50, l’Olanda di Cruijff degli anni 70 e la Spagna di quest’ultimi, potrebbe anch’essa scrivere la storia nei prossimi, attribuendo ai calciatori il crisma della regalità, all’Italia una rinnovata scuola filosofica e a Ventura la strameritata laurea honoris causa.

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