Calcio, Nazionale: la rugiada dell’esordio

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Quando tutto, intorno a Mihajlovic, si era raffreddato, è comparso all’improvviso il giovanissimo Donnarumma, che ha condensato l’ambiente, lavando parzialmente le tante critiche ricevute durante la sua esperienza sulla panchina rossonera (che lo hanno poi portato ad un esonero ingiusto).

L’allenatore Serbo lo ha notato e con incredibile coraggio l’ha fatto debuttare, da titolare, al posto di un signore, Diego Lopez, che arrivava dalla capitale spagnola, dal Real di Madrid e non da una squadra di provincia.

Una mossa che il ragazzo ricorderà per sempre, perché gli ha permesso di mettersi in evidenza prima di conquistare la fama, la fame, l’affetto, l’amore, l’onore, la gloria: dei suoi tifosi, della società, del suo procuratore (seppure insaziabile, ma abile nello scoprirlo), della sua famiglia, dei suoi colleghi, che gli riconoscono il grande talento, di se stesso soprattutto.

Domani contro l’Olanda, il gigante portiere milanista, esordirà, probabilmente, diventando il primo giocatore della storia del calcio italiano ad indossare la maglia della Nazionale: all’età di 18 anni scriverà la prima pagina di un libro che forse si arricchirà presto di grandi vittorie, sicuramente di grandi esperienze, in ogni caso di tante partite importantissime, quasi certamente di future finali a livello nazionale ed europeo.

Lo è’ già per il Milan, ma diventerà presto anche il muro della porta degli azzurri, prendendo il testimone da un autentico fuoriclasse che, prima di lui, l’ha fatto all’età di 19 anni, portando successivamente l’Italia sul tetto del mondo, ricavandosi così un posto nelle leggende del calcio planetario.

Chissà se ha mai pensato al suo futuro, o se ha mai creduto di poter fare una formidabile carriera, considerando ciò che si sta profilando, viste le tante richieste che i maggiori club d’Europa stanno preparando per il prossimo mercato estivo.

E poi chissà cosa penserà quando scenderà in campo con i suoi compagni per la sua prima partita da titolare, circondato dai fotografi e con i riflettori puntati sulla prestigiosa maglia numero uno che indosserà.

Magari ricorderà i primi calci al pallone, oppure gli allenamenti con gli amici delle giovanili, o le feste con i suoi compagni di scuola; mah, può essere; forse, più semplicemente, capirà di aver realizzato finalmente il suo sogno.

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