A distanza di un anno, una giuria di allenatori, giocatori, ex ct della Nazionale, arbitri e giornalisti, al Gran Galà del calcio, organizzato a Milano dall’Assocalciatori, ha assegnato gli Oscar premiando i giocatori migliori, componendo una squadra che farebbe paura a qualunque grande club europeo.

Ma l’elemento che ha parallelamente caratterizzato la scelta di questi campioni, è che in panchina, la stessa giuria, ha preferito Sarri ad Allegri, riconoscendogli un merito tutt’altro che scontato, considerando i risultati conseguiti dalla Juve in Italia e in Champions League.

Ciò significa che gli stessi votanti hanno capito da tempo il valore autentico del lavoro iniziato a Napoli, preferendolo a quello del tecnico livornese, sempre abbastanza incompreso, ma sopratutto incompiuto.

Allegri ha si portato la Juventus due volte in finale, vincendo tre anni lo scudetto, ma non ha mai consacrato questi successi contrassegnandoli con un marchio indelebile; non ha mai dato la sensazione vera di essere la più forte, ma è stata certamente la più brava a farlo credere.

La vecchia signora ha vinto contro tutti, mettendo in evidenza la grande qualità difensiva, e generale dell’organico, ma non ha mai convinto nessuno (a parte i tifosi), mostrandosi spesso immatura (soprattutto in Europa) dinanzi agli appuntamenti decisivi.

Sarri, in realtà, ha sempre proposto il suo calcio, è da poco tempo che calca i palcoscenici più importanti e ha preferito architettare il suo splendido Napoli favorendo il gioco ad altre prerogative essenziali di squadra.

Metodologie differenti che potrebbero fruttare risultati altrettanto diversi.

Ma mentre Allegri ha sguazzato nella mediocrità degli ultimi anni, Sarri ha saputo imporsi con risorse inferiori e idee più coraggiose del collega corregionale.

Poi, va sottolineato che durante la sua pur breve esperienza l’allenatore dei partenopei ha già incontrato sul proprio cammino club di altissimo livello, come Real Madrid o Manchester City, facendo emozionare i tifosi napoletani, e di tutta Italia, nonostante le sconfitte subite.

Allegri ha raggiunto obiettivi sorprendenti senza mai ritagliarsi concretamente la fiducia della critica, e forse della stessa squadra, che in campo ha potuto gestire meglio le proprie forze in Italia, soccombendo invece nettamente in campo internazionale.

Molti, però, per consolarsi, ricorderanno gli zero goal subiti dal Barcellona nella scorsa edizione; tanti altri, al contrario, ricorderanno piuttosto le prestazioni di Mertens, Insigne e Hamsik contro il Real Madrid, che non hanno procurato il passaggio del turno, ma hanno indirizzato il percorso vincente.

Oggi, infatti, il Napoli è in testa al campionato e la Juve insegue l’Inter prima ancora dei partenopei.

E quest’anno, probabilmente, non bisognerà aspettare Marzo per capire come andranno le cose, perché la super sfida di Venerdì permetterà già a Sarri, e ai suoi calciatori, di certificare la deposizione dei bianconeri e del suo allenatore.

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