Chiariamo subito, a scanso di equivoci, che non si tratta di un voto, ma dell’effettiva presenza di cinque realtà che hanno ricominciato a far respirare un’aria nuova attorno al campionato.

Finalmente cinque squadre vere appaiate in classifica e tutte, a modo loro, protagoniste di questo meraviglioso torneo.

C’è la qualità del Napoli, l’organizzazione dell’Inter, lo spessore della Juventus, la fame della Lazio, la forza della Roma, e poi tanto suspens perché ogni gara rappresenta un’incognita fino alla fine.

Cinque club che vogliono imporsi realmente e meno certezze rispetto agli anni scorsi; ma soprattutto meno polemiche arbitrali, nonostante qualche errore inevitabile.

L’Italia ha intrapreso la strada giusta, i club hanno ricominciato ad iniettare fiducia, i tifosi hanno ripreso pian piano a tornare allo stadio.

Un risultato che correla in maniera inversamente proporzionale una ritrovata qualità e l’insolita noia delle stagioni passate, trascorse a parlare di temi inutili, inventandone di altri pur di trovare qualche spunto interessante.

Ora, c’è molto da dire, dalla prima (il Napoli) alla quinta (la Roma) e c’è voglia di sbizzarrirsi sulla lettura di ogni singolo aspetto dell’una e dell’altra.

Riflessioni tecniche, interpretazioni tattiche, gestione dello spogliatoio, scelte di formazione; questioni che sono tornate ad appassionare come un tempo milioni di sportivi di tutta la nazione, ai quali non resta altro che sperare di continuare ad assistere agli sviluppi delle prossime giornate.

La ritrovata verve dei nerazzurri, che a Napoli hanno dato l’impressione di trovarsi a proprio agio tra le grandi del campionato, si contrappone all’unica novità negativa emersa fino ad oggi: la falsa partenza del Milan, entrato in un vortice di confusione e critiche feroci, che preoccupano tutto l’ambiente.

Montella, al termine della gara col Genoa, è apparso seriamente stravolto dal risultato del campo, e l’affanno con cui ha risposto alle domande rivoltegli, lascia credere che la sua esperienza in panchina sia comunque fallimentare rispetto alle ambizioni coltivate in estate.

Le dinamiche societarie, e di campo, hanno portato a galla una quantità di problemi assolutamente insospettabili prima dell’inizio del campionato, ai quali il tecnico campano non è stato in grado di trovare alcuna soluzione, spostando addirittura l’attenzione sugli episodi arbitrali.

Segnale evidente di totale confusione e di smarrimento interiore, che sta assorbendo le energie della squadra senza la necessaria tranquillità per superare questo momento di crisi.

Ma se è vero che esonerare Montella forse non servirebbe a nulla, è indubitabile che i suoi uomini non stiano minimamente contribuendo per invertire il trend negativo intrapreso.

In ogni caso, nove giornate di campionato, hanno già dato e tolto molto rispetto ad un anno fa; un’intera stagione restituirà qualità e orgoglio, cancellando, dopo anni davvero bui, quel pessimismo e la rassegnazione che li ha contraddistinti.

 

 

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