Calcio, Mijatovic prevede il futuro: in fuorigioco

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Con la solita simpatia, che fa rima con antipatia, pur essendo due cose totalmente diverse, Predrag Mijatovic ha espresso un giudizio sui bianconeri affermando che “sia la Juve che il Real arriveranno alla finale di Cardiff in un grande momento, ma la Juve in Champions è una squadra perdente. Il Madrid invece ogni volta che gioca vince”.

Detto che gli spagnoli sono campioni in carica e che nella storia hanno vinto ben dodici volte il trofeo internazionale più importante per club, la “séptima”, alzata al cielo diciannove anni fa (il 20 maggio 1998 ad Amsterdam), fu propiziata da un goal in fuorigioco, che gli juventini non hanno certo dimenticato e per il quale, tra l’altro, la stessa Juventus si è poi vendicata eliminandoli dal torneo nel 2015, negando una finale tutta spagnola con gli eterni nemici del Barcellona.

Un atteggiamento tipico di chi non crede al santo se non vede la festa, ostentando quel coraggio di sapere in partenza l’esito di una gara che potrebbe anche concludersi al cardiopalma nei tempi extra regolamentari, come peraltro è già successo nelle ultime due finali vinte dal Real ai danni del povero Atletico Madrid del “Cholo” Simeone.

Un pronostico personale, ci mancherebbe e, probabilmente, figlio di un’esperienza da calciatore e dirigente delle merengues, che lo rende anche comprensibile.

Molto meno lo è credere che aver perso delle finali di coppa, possa rappresentare una condizione d’inferiorità a prescindere.

Con quelle dichiarazioni ha dimostrato scarsa sportività ed una pessima memoria, perché ripercorrendo proprio quella 43° edizione della Champions, che lui, insieme ai suoi compagni, ha vinto grazie ad un grave errore della terna arbitrale (che ha condizionato una gara giocata benissimo dai bianconeri), purtroppo si ricorda solo il risultato finale e la sconfitta.

Non a caso, Mijatovic, sa solo di aver vinto una coppa, dimenticando però come e perché.


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