Calcio, Manolas allo Zenit? спасибо нет (no grazie)

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Sebbene il russo sia una lingua che durante la prossima stagione dovremo iniziare a esplorare (con moderazione), per tradurre almeno qualche indicazione più comune, la Premier League non attrae ancora i calciatori più importanti del panorama continentale.

Quando tutto sembrava fatto con la Roma, per la definizione del trasferimento di Manolas allo Zenit, l’affare ora pare in stand-by e verosimilmente lontano dalla sua conclusione.

Il greco, pur allettato dalla proposta economica, non ha mai dimostrato sicurezza per questo passaggio alla corte di Mancini e forse, neanche le telefonate, che quasi certamente avrà ricevuto dal tecnico jesino, lo hanno convinto del tutto.

Le ragioni, che chiaramente non sono economiche data la portata dell’ingaggio offerto, sono piuttosto riconducibili allo spessore del campionato che, pur offrendo un certo prestigio per il blasone della società in terra russa, non può garantire lo stesso livello tecnico delle principali nazioni europee, oltre alla vetrina della Champions League, che vedrà assente l’ipotetico club e peraltro ancora in dote essendo tesserato con la Roma.

Questo diniego può rappresentare un limite per i giallorossi che, comunque, hanno bisogno di vendere qualche pezzo pregiato dell’argenteria; analogamente, però, lo è anche per la società di San Pietroburgo, obbligata giocoforza a consegnare all’allenatore un gruppo di giocatori importanti per il prossimo campionato.

Del resto la scelta di puntare su di lui ha scaldato la piazza, soprattutto perché è stata dettata dalla convinzione di poter realizzare acquisti decisivi per la vittoria del titolo e, chissà, dell’Europa League.

Trofeo che i dirigenti russi preferirebbero vincere, come lo stesso tecnico italiano, per rilanciare le proprie ambizioni e quelle del club, che per Mancini ha puntato “fiches” ragguardevoli.

Al momento non è chiaro cosa faranno la Roma e il difensore greco, ma in caso di rifiuto definitivo, la futura destinazione potrebbe, teoricamente, essere il Chelsea: praticamente fuori dall’Italia e, scherzando sulla “Brexit”, dall’unione europea.

 

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