Una vittoria all’ultimo respiro ha regalato all’Inter il secondo posto e al Milan uno in prima classe all’inferno, dove Montella e suoi calciatori potranno dannarsi a lungo per l’incredibile sconfitta maturata nel finale di partita.

Davanti ad un pubblico meraviglioso le due squadre hanno dato spettacolo, giocando a viso aperto e senza risparmiarsi.

Le premesse della vigilia, per le quali entrambi i tecnici hanno fatto intuire che avrebbero lottato con ogni mezzo, sono state mantenute pienamente.

E infatti, le squadre, hanno cercato per tutti i novanta minuti di superarsi vicendevolmente, ridando al derby quel sapore di calcio vero che ci si aspettava.

Ma mentre il Milan ha dovuto tirar fuori il meglio per confrontarsi ad armi pari con l’Inter, i nerazzurri, nonostante qualche defezione e un inizio in affanno, sono comunque riusciti a dominare i nervi, dando la sensazione di saper gestire anche fasi delicate del match.

Una virtù che in passato è mancata e che Spalletti, invece, sta pian piano iniettando nelle vene dei suoi giocatori, inducendoli a ragionare maggiormente, senza forzare necessariamente ogni giocata in fase di possesso.

Tant’è che il Milan, la partita, l’ha davvero dovuta sudare fino alla fine, attraverso manovre rischiose ed azioni coraggiose, grazie alle quali hanno realizzato due goal e tanto gioco sulle fasce, dove Suso e Bonaventura sono apparsi un duo straordinario, dal quale ripartire velocemente per non perdere il treno europeo di vitale importanza.

Che ora appare pieno e comunque prenotato, ma che le prossime trenta partite potrebbero liberare posti preziosi, restituendo qualche possibilità se i due, soprattutto, dovessero prendere per mano la squadra.

“Per Aspera ad Astra” non è una frase che i rossoneri hanno scelto banalmente per spronare i propri beniamini, ma sono le parole più sagge, della magnifica coreografia, che i tifosi potessero dedicare in questo momento difficilissimo della stagione.

Occorre passare attraverso queste sconfitte per raggiungere le stelle della gloria, e il Milan, continuando così, potrà farlo senz’altro.

Per ora Icardi, e i suoi tre acuti, hanno fatto urlare di gioia un intero stadio gremito di bauscia nerazzurri, spaventando il povero diavolo fino a scacciarlo nei meandri dell’inferno.

D’ora in poi, Fassone e Montella sono condannati a vincere e a recuperare in fretta lo stesso spirito con cui hanno affrontato l’Inter.

Se ci riusciranno, ripercorreranno la via che Dante e Virgilio fecero uscendo dall’Inferno: “per quel cammino ascoso intrammo a ritornar nel chiaro mondo; e sanza cura aver d’alcun riposo, salimmo sù, el primo e io secondo, tanto ch’i’ vidi de le cose belle che porta ’l ciel, per un pertugio tondo. E quindi uscimmo a riveder le stelle”…della Champions League.

 

 

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