Calcio, l’Inter blinda e brinda il secondo posto: in vino veritas

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“Nel vino è la verità” e questo è risaputo; ciò che lo sta diventando è l’inseguimento dell’Inter al Napoli e la Juventus, sebbene questa sia ora appaiata insieme al secondo posto.

Sette gare hanno detto molto in termini di risultati, poco per il gioco e l’efficacia della manovra offensiva.

Spalletti ha domato l’isterismo degli anni passati ed è comunque riuscito fino ad ora a contenere la moltitudine di errori difensivi che hanno contraddistinto le solite prestazioni nerazzurre.

La squadra non offre nessuna ricetta sbalorditiva, ma manifesta l’inedita dote di rimanere apparentemente concentrata per tutti i novanta minuti.

Anche con il Benevento l’Inter ha prestato il fianco a qualche ripartenza pericolosa, subendo il goal di D’Alessandro, mal gestendo, in più occasioni, dei palloni importanti in fase di possesso.

Perisic e Candreva ancora poco incisivi nelle scelte delle giocate d’attacco, Gagliardini (entrato verso la fine della partita), Vecino e Borja Valero non propriamente impeccabili nel suggerimento dei palloni filtranti per il capitano argentino.

Dunque, se alla mediocrità di quanto detto si aggiunge un pizzico di Brozovic, un pò di Skriniar e qualche goccia di D’Ambrosio, Miranda, Icardi ed Eder, il risultato è un’Inter seconda a 19 punti, che può solo cominciare a credere concretamente nell’obiettivo di misurarsi con le altre big del torneo.

Teognide, poeta greco antico del 600 a.C. sosteneva che il vino scopre il pensiero dell’uomo; e in estate Suning, prima di ingaggiare l’allenatore potrebbe aver raccolto questo suggerimento, per capire cosa ne pensava dell’Inter e come avrebbe potuto migliorarla.

Il tecnico di Certaldo, ai propri dirigenti, ha sempre semplicemente assicurato che prima di tutto avrebbe cercato di recuperare la testa dei giocatori; poi, le loro qualità, avrebbero fatto il resto.

E allora, se davvero c’è riuscito, la sua squadra, vincendo il derby di Milano, riuscirebbe a presentarsi al San Paolo per la definitiva consacrazione: a meno che, quella sera a tavola, parlando con la dirigenza interista, non abbia alzato il gomito.

 

 

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