La notizia è ormai nota: Fabio Lucioni è stato trovato positivo all’antidoping a seguito del test effettuato dopo la gara persa dai campani per 1-0 contro il Torino nella terza giornata di A.

Quella più significativa, però, è che il giocatore medesimo veste la fascia di capitano del Benevento.

Una situazione notevolmente incomprensibile, per la bontà del club, dei tifosi e di tutto l’ambiente, tornato in serie A dopo anni di confine ai margini delle leghe minori ed ora alle prese con l’incresciosa vicenda della sostanza trovata alle analisi: l’anabolizzante Clostebol.

La memoria storica di un caso simile ci porterebbe un bel pò indietro nel tempo e, francamente, sarebbe anche inutile tornarvi, ma la buonafede avanzata dal diretto responsabile è difficile che possa commuovere chi lo conosce e chi non ne ha mai sentito parlare.

Perché il doping non guarda in faccia a nessuno, come del resto, da un altro punto di vista, quello squisitamente del campo, stanno facendo le rivali che il Benevento sta incontrando in queste giornate di campionato, che non hanno lesinato nessuna compassione, travolgendo gli uomini di Baroni e lo stesso Lucioni in una rima baciata che è meglio evitare.

Una serie di figure macabre, lenite soltanto dalla riconoscenza nei confronti del presidente Vigorito, che pur prova a difendere il suo tesserato, alle quali si è aggiunta una zavorra pesantissima in grado di distruggere l’entusiasmo delle decine di migliaia di tifosi innamorati della propria squadra.

I risultati sul campo, in una categoria che non è chiaramente alla portata del club, possono essere accettati con filosofia, ma episodi riconducibili nell’ambito della mera sportività, sono difficili da comprendere e giudicare correttamente: sanno soltanto ferire, lasciando esamine chi ha fede e ama profondamente la propria squadra del cuore.

Che oggi è spezzato e incurabile, concretizzando un benservito peggiore di quello delle sconfitte rimediate in campionato, prima che il verdetto finale sulla vicenda rispedisca Lucioni e i suoi compagni direttamente in serie B: come Benvenuto Benevento.

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