Calcio, la super sfida tra Juve e Inter ha già un protagonista: l’abominio

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Che non corra buon sangue tra nerazzurri e bianconeri è risaputo dai primi del novecento, che lo stile Juve sia colorito, sdegnante e offensivo, è lapalissiana dei nostri tempi; che ci sia ancora qualcuno pagato per impersonare e rappresentare tutto ciò, forse nessuno ci credeva ancora.

E invece, sul canale ufficiale della Juventus, Sandro Pellò, presidente di Comunicazione bianconera, ha deciso di argomentare l’approfondimento della partita di sabato sera, manifestando il suo punto di vista con toni deplorevoli, raccapriccianti e carichi di odio.

Le sue parole: “sogno di asfaltarli, cancellarli dal pianeta, togliere loro ogni piccolo barlume, desiderio, speranza di essere una squadra normale. Devono stare nelle fogne dove sono stati negli ultimi anni, nei tombini nascosti al buio” , sono la peggiore espressione umana di chi è preposto alla gestione della comunicazione.

Un professionista dell’orrore, un uomo indegno di esercitare quel ruolo, un soggetto che merita la radiazione dall’albo dei giornalisti, perché deficiente di capacità critica e privo dei più semplici requisiti per condurre qualunque dibattito di informazione sportiva.

Il metodo, semmai tale debba considerarsi, con il quale ha inteso apostrofare le aspettative per la gara contro l’Inter, dovrebbe essere preso come esempio educativo da esibire in qualunque lezione universitaria, per far comprendere come le parole, nell’ambito di qualunque fatto di cronaca, siano la base su cui fondare la notizia, il pensiero, la riflessione.

Quelle frasi, così maledettamente ripugnanti, inabissano la persona, il canale di informazione televisiva e la società che consente una simile gestione personalizzata della rete monotematica.

Un bestemmiatore, che si è permesso il lusso di riporre, con quelle ingiurie, tutto l’odio sopito dopo i fatti del 2006, sciogliendo le briglie ai cani da stadio, che finalmente non vedevano l’ora di sentirsi legittimati a porre in essere l’ennesimo sfregio all’educazione calcistica.

Uno scempio umano per il quale non è previsto alcun commiato, ma un vero e proprio licenziamento: dalla Juve e dal suo mondo.

 

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