Calcio, la Serie B ha una capitale: arriva dalla C, ma inizia con la F e si chiama con la S come Spal

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La squadra si chiama Spal, la città è Ferrara.

Ci sono voluti 49 anni per rivederla nuovamente nella massima serie, ma alla fine l’allenatore Semplici ed i suoi campioni sono riusciti ad ottenere la Serie A con una giornata di anticipo.

Pur avendo perso per 2-1 sul campo della Ternana, nella 41° giornata, la sconfitta all’ultimo minuto del Frosinone sul campo del Benevento le ha permesso di conquistare la matematica certezza della promozione, dando il là ai festeggiamenti che dureranno sicuramente per tutta la giornata e per quelle avvenire.

Il pericolo maggiore sarebbe stato rientrare nella post season sempre complicata per chiunque, a maggior ragione per una squadra inesperta come la Spal, che invece, contro ogni previsione, ha macinato vittorie e prestazioni convincenti fino a maturare il traguardo tanto ambito con una delle poche sconfitte rimediate in tutto il campionato cadetto.

Un’ironia della sorte abbastanza curiosa, perché quella del Frosinone con il Benevento ed il pareggio del Verona con il Carpi (ben più attrezzate sulla carta), hanno spalancato la porta ai ferraresi e chiuso le loro, costringendo, almeno una delle due, ad un Play Off che potrebbe cancellare ogni speranze di riaprirla.

Ci sarà modo per riparlare di questi giocatori e soprattutto del modo con cui sono stati capaci di confermarsi ad alto livello per tutto il torneo, ma la sensazione è che la società abbia davvero lavorato con grande professionalità, costruendo un gruppo solido e preparato pur senza investimenti particolarmente onerosi, puntando seriamente sulla conoscenza dei propri mezzi e dei propri limiti.

Un’operazione rischiosa, ma interpretata magistralmente dalla dirigenza e da tutto l’ambiente, che ha fruttato lo storico obiettivo: la Serie A.

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